
Ormai i dati di un rallentamento dell'economia continentale e statunitense sono pane quotidiano per le borse europee, che danno per scontati altri mesi di clima pesante. Così, dopo il rimbalzo anche consistente dei giorni scorsi, i listini europei chiudono la settimana senza una direzione precisa, ma con un tentativo finale di ulteriore recupero: l'indice DJ Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente, ha chiuso in crescita dello 0,37%, con Londra (+0,95%) e Amsterdam (+1,21%) a registrare i maggiori acquisti. Nessuno, spiegano gli analisti, comunque vuole essere il primo a comprare in modo consistente, anche perché i segnali usciti a metà giornata hanno tarpato le speranze di una chiusura di settimana in forte rialzo. Se il taglio del Fondo monetario internazionale (Fmi) alle stime per il prodotto interno lordo europeo del 2008 dall'1,3 all'1,8% era in qualche modo previsto, non era invece atteso il dato di marzo della disoccupazione negli Stati Uniti, salita al livello più alto dal settembre 2005, cioé dai tempi dell'uragano Katrina. Con il timore degli operatori che la recessione oltreoceano sia effettivamente iniziata. In questo quadro Zurigo e Milano, che hanno chiuso in crescita rispettivamente dello 0,76 e dello 0,73%, sono apparsi i mercati più vivaci. La novità più incisiva è rappresentata dalla lettera che l'ex presidente della direzione di UBS Luqman Arnold ha indirizzato a Sergio Marchionne, vicepresidente del consiglio di amministrazione (Cda) della maggiore banca elvetica, nella quale viene chiesto un incontro con l'amministratore delegato della Fiat, prima dell'assemblea generale degli azionisti dell'UBS in agenda il 23 aprile. Per UBS, che nei giorni scorsi ha annunciato tra l'altro un aumento di capitale fino a 15 miliardi di franchi, Il risultato finale è stato una crescita del titolo del 3,27%. L'indice Dj Stoxx di comparto ha chiuso in discesa dello 0,7%, con Michelin (-3,40%) e Renault (-2,54%) a registrare le maggiori perdite. In crescita invece i titoli delle società che operano nel comparto delle materie prime, con "big" come Rio Tinto (+4,63%), Bhp (+3,65%), Anglo American (+2,43%) ad attirare i maggiori acquisti in tutta Europa. In negativo (-0,80%) ha chiuso solo la Borsa di Stoccolma, indebolita dal titolo Ericsson, che ha segnato una perdita finale del 2,45%. ATS
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