
Seduta senza una direzione precisa per le Borse europee, strette tra la fiducia degli investitori tedeschi aumentata in giugno oltre le previsioni, immatricolazioni di auto ancora deboli nonostante gli eco-incentivi in molti Paesi e dati economici dagli Stati Uniti piuttosto contradditori. L'indice Dj stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, è sceso dello 0,11%, con Milano che è stata la piazza azionaria più pesante di giornata e Stoccolma l'unica in chiara crescita. Limata di qualche frazione Parigi, mentre hanno chiuso praticamente in pari sia Londra sia Francoforte. Dopo il brusco calo della vigilia per tutte le Borse mondiali, gli operatori hanno cercato qualche spunto soprattutto dai dati macroeconomici statunitensi. Le costruzioni di nuove case in maggio hanno segnato un balzo del 17% facendo decisamente meglio delle attese degli economisti mentre i prezzi alla produzione sono rimasti deboli e la produzione industriale ha registrato un ribasso di poco peggiore rispetto alle attese degli economisti, con il settore automobilistico che è andato decisamente male. Forse anche per questo in Europa i titoli delle auto hanno sofferto più degli altri comparti, con una perdita dell'indice Dj stoxx specializzato dell'1% netto, con Renault in calo del 2,64%, Peugeot del 2,45% e Fiat del 2,13%. In controtendenza dell'1,40% Michelin, ma il settore automobilistico si mostra in buona salute solo sulla Borsa svedese, che è stata sostenuta dai titoli Volvo (+2,25%) e Scania (+1,59%) dopo l'annuncio che la General Motors ha scelto come acquirente per la controllata Saab la società svedese di auto di lusso Koenigsegg. Mediamente debole anche il settore delle assicurazioni e delle banche, nel quale il titolo UBS è sceso del 4,08%, Fortis del 3,73% e Societe generale del 3,34%. In forte recupero Swedbank (+6,53%), oltre a diversi istituti di credito inglesi e irlandesi. Vivace invece il comparto delle alte tecnologie (Ericsson +2,36%) e delle telecomunicazioni, quest'ultimo trainato da un report positivo di Morgan Stanley su British Telecom (+8,01%). In scia hanno provato a mettersi soprattutto Telekom Austria (+3,91%) e Vodafone (+1,59%). ATS
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