
Le Borse europee non hanno saputo proseguire la corsa scattata col piano statunitense che cercherà di disinnescare i titoli potenzialmente tossici per il sistema finanziario e hanno registrato una seduta incerta. Londra e soprattutto Stoccolma hanno infatti accusato il calo di importanti titoli del settore delle materie prime minerarie, segnando un ribasso finale di un punto percentuale per il listino inglese e di due punti per la Borsa sulla quale sono quotati i principali gruppi dei Paesi scandinavi, che ha subito anche lo scivolone di alcune banche locali. A parte Zurigo, limata di poche frazioni, tutte le altre piazze azionarie continentali hanno concluso la giornata con un leggero segno positivo, comunque in nessun caso superiore al mezzo punto percentuale. L'indice Dj stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha segnato una media tra questi diversi orientamenti, chiudendo con la marginale crescita dello 0,27%. Con Wall Street che nelle prime ore di contrattazioni segna una maggioranza di vendite, a Londra i cali più consistenti sono stati accusati dai giganti delle materie prime Antofagasta (-8,02%), Anglo American (-6,66%) e Kazakhmys (-6,59%), mentre bene ha fatto Unilever, che ha chiuso in crescita del 2,09%. Sulla piazza azionaria scandinava, dove si registra la netta controtendenza di Nokia che ha registrato un aumento del 3,21%, sono scivolati sia Nordea Bank sia Swebank, in calo finale rispettivamente del 7,44% e del 7,14%. Tra i diversi settori, quelli che hanno ottenuto il maggior numero di acquisti sono i più conservativi dell'alimentare (+2,29% l'indice Dow Jones di comparto), dei media (+1,78% medio) e della farmaceutica (+0,90%), segno che gli operatori dopo la fiammata del primo giorno della settimana si sono fatti immediatamente piuttosto cauti. I titoli bancari hanno invece mostrato un calo medio di poco più di un punto percentuale, con gli scivoloni del 6,34% di Hsbc e del 5,13% di Bnp Paribas. In negativo anche Credit Suisse (-3,65%) e Societé Generale (-3,35%), mentre gli acquisti, oltre che sui due titoli 'made in Italy' del Banco popolare (+13,63%) e di Mediolanum (+10% netto), si sono concentrati su Commerzbank, che ha chiuso in aumento del 9,63%. Debole anche il settore assicurativo, dove si registra il calo del 6,83% di Aegon, del 6,78% di Ing e del 5,53% di Fondiaria Sai. Bene invece Alleanza e Generali, in crescita rispettivamente del 2,12% e dell'1,51%, così come segnano un leggero rialzo sia Swiss life (+1,52%) sia Prudential (+1,51%). ATS
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