
Chiusura in rosso per le Borse del Vecchio Continente, appesantite dalla vicenda Cipro, che si trascina da circa una settimana, e da dati macroeconomici che segnalano un ulteriore rallentamento dell'attività economica nell'eurozona. Maglia nera è Parigi (-1,43%), seguita da Francoforte (-0,87%), Madrid (-0,77%), Londra (-0,69%) e Milano (-0,50%). Sul mercato dei titoli di Stato lo spread si mantiene stabile a 322 punti base col tasso sul Btp decennale al 4,58%. Gli investitori sono perplessi davanti alla confusione che si è creata a Cipro dopo la bocciatura del prelievo forzoso sui conti correnti da parte del parlamento di Nicosia. Manca ancora un piano B e la Banca Centrale Europea ha avvertito che fornirà liquidità alle banche dell'Isola fino a lunedì prossimo, poi chiuderà i rubinetti del credito se non sarà trovata nel frattempo una intesa con Fmi e Ue per garantire la solvibilità delle banche cipriote. A rendere il clima più cupo sui mercati ha contribuito anche il dato sull'attività manifatturiera e dei servizi in Eurolandia. L'indice composito Pmi, rilevato da Markit Economics, questo mese è sceso a sorpresa a 46,5 punti da 47,9 di febbraio, contro stime per un rialzo a 48,2 punti. In Germania l'attività manifatturiera, in particolare, ha registrato una contrazione inattesa col relativo indice Pmi in calo a 48,9 da 50,3 di febbraio, e tornando così sotto quella quota 50 che fa da spartiacque tra espansione e contrazione del ciclo. Mentre in Francia l'indice composito Pmi (servizi e manifattura) segna la peggior flessione da marzo 2009, scendendo a 42,1 da 43,1, evidenziando "un clima economico ancora negativo" per la seconda economia dell'Eurozona. ATS
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