
Nuovo, ennesimo scivolone delle Borse europee, che hanno mandato in fumo altri 144 miliardi di capitalizzazione, con l'indice Dj Stoxx 600 che ha perso il 3,6%. Le vendite hanno tempestato gli indici del Vecchio Continente, nonostante la chiusura in positivo delle Piazze asiatiche, in rialzo con le materie prime e il settore automobilistico. A pesare, più di tutto, la delusione per il fatto che la Cina non varerà un ulteriore pacchetto di stimolo per rilanciare l'economia e le affermazioni di Goldman Sachs secondo cui la recessione sta peggiorando a livello globale. Nel clima di generale sfiducia è affondata Milano (-S&P/Mib -5,85%) zavorrata, come il resto d'Europa, da banche e assicurazioni: pesanti, in particolare, Unicredit (-11,75%), Intesa (-9,36%) e Generali (-6,5%). Ma la tempesta non ha risparmiato neanche Francoforte (-5,02%), Amsterdam (-5,2%) e Madrid (-4,5%). Flessioni sopra i 3 punti percentuali per Parigi (-3,9%) e Londra (-3,18%). Dopo aver tentato nel primo pomeriggio un timido recupero, il mercato è affondato anche sulla spinta negativa di Wall Street. Dagli Stati Uniti sono poi arrivate indicazioni deludenti sul fronte macro con nuove richieste di sussidi di disoccupazione, calate poco meno delle attese. A nulla è valso anche il taglio di mezzo punto percentuale dei tassi operato dalla Banca d'Inghilterra né, tanto meno, quello effettuato dalla Bce. Entrambi attesi e già ampiamente assorbiti dai listini. Tra i titoli in maggior tensione si segnalano, appunto, gli assicurativi (-11,46%), con Aviva (-33,37%), che ha mantenuto invariato il dividendo nonostante la perdita netta di 915 milioni di sterline registrata a fine esercizio 2008, Legal & General (-28,8%), Prudential (-20%) e Ing Group (-18,28%). In acque agitate i bancari (-6,9%) con Bank of Ireland (-30,5%), Barclays (-24,1%) e Dexia (-21%). Difficoltà anche per le materie prime (-6,19%), con Salzgitter (-16,6%), che ha ammesso di poter raggiungere difficilmente il pareggio di bilancio nel primo semestre, Xstrata (-11,98%) e Arcelormittal (-8,52%). Il rischio fallimento per la General Motors e i 7600 posti di lavoro in pericolo alla Opel hanno influenzato pesantemente il settore automobilistico (-4,69%). Maglia nera è stato il colosso dei pneumatici Michelin (-9,41%), seguito da Peugeot (-7,78%), Bmw (-7,6%) e Daimler (-7,5%). Controcorrente, invece, Volkswagen (+0,09%). ATS
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