
Hanno chiuso in calo le principali borse europee, frenate già in apertura dai titoli delle materie prime, e rimaste deboli per l'intera seduta, con dati macroeconomici americani lievemente al di sotto delle attese degli analisti, che hanno influito anche sulla prima parte della seduta di Wall Street. La stretta sulle banche cinesi, che dovranno portare il tasso di riserva obbligatoria al 21% dei depositi, con un incremento di 50 punti base, inibendo così la capacità di investimento, ha pesato sulle quotazioni dei principali metalli all'asta di Londra. In particolare il rame è sceso ai minimi degli ultimi 5 mesi, trascinando anche l'alluminio e lo zinco, elementi chiave per l'industria manifatturiera del Celeste Impero. Nel Vecchio Continente, nel comparto estrattivo-minerario Fresnillo ha lasciato sul campo il 7,58%, Vedanta il 3,23%, Antofagasta il 3,95% ed Eurasian Natural Resources il 2,55%. Effetto conti sull'assicurativo Aegon (-5,67%), che nel primo trimestre ha visto l'utile scendere del 12% a 327 milioni di euro. In calo anche Old Mutual (-3,25%), Prudential (-2,16%) e Allianz (-1,43%), che ha scontato nei primi 3 mesi l'esposizione in Giappone, con un utile in calo del 45% a 857 milioni di euro. Sotto pressione Coca Cola Hellenic (-3,53%), dopo il taglio del prezzo obiettivo da 22,3 a 22 euro per azione da parte degli analisti di Marvin. In luce invece Bank of Ireland (+6,47%) a differenza di Piraeus Bank (-4,85%), National Bank of Greece (-4,61%) e Alpha Bank (-3,31%). ATS
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