
Prima la corsa a nuovi, altissimi record per i titoli di Stato greci sul timore di una ristrutturazione del debito di Atene, poi Standard & Poor's che rivede in negativo le prospettive per il credito Usa: sono stati questi gli ingredienti di un cocktail molto amaro per le Borse europee, che hanno iniziato la settimana con un calo dell'1,70% dell'indice Stxe 600, il termometro dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente. E tutti gli indici dei maggiori mercati azionari nazionali hanno fatto peggio dell'indice paneuropeo con cali generalmente superiori al 2%, il che indica come i titoli a maggiore capitalizzazione abbiano tenuto un po' meglio degli altri. Molto deboli anche le piazze "minori" di Lisbona (-2,31%), Dublino (-1,74%) e Atene (-2,83%), con Mosca che ha ceduto il 3,72%. Quello che sembra far più paura ai mercati è proprio il rischio di ristrutturazione del debito greco, mossa che comporterebbe per molti giganti finanziari europei probabili svalutazioni sui bond governativi ellenici in portafoglio. Così sono stati i gruppi delle banche (-2,24% l'indice Dj stoxx di settore) e soprattutto delle assicurazioni (-3,41% medio) a pagare il prezzo più caro, con il crollo dei gruppi greci: Alpha bank -7,49%, Pireus -7,20%. Nel credito male anche giganti come Commerzbank (-5,08%) e Crédit agricole (-4,89%), mentre ha provato a contenere le perdite Hsbc, in calo finale dell'1,47%. Tra gli assicurativi sono scivolati soprattutto Axa e Allianz, in perdita rispettivamente del 5,74% e del 4,77%. Come in tutte le giornate di forti vendite, ha tenuto il comparto anticiclico della farmaceutica, con i titoli dei media che hanno complessivamente tenuto: -0,84% l'indice di settore. Di seguito, la chiusura degli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: - Londra -2,10% - Parigi -2,35% - Francoforte -2,11% - Madrid -2,02% - Milano -2,92% - Amsterdam -1,76% - Stoccolma -1,52% - Zurigo -2,43% ATS
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