
Calo record in marzo per gli indici che misurano il clima imprenditoriale in Europa, precipitati al livello più basso dal gennaio 1985, previsione di un crollo del 4,3% del prodotto interno lordo dei Paesi Ocse, forti timori suscitati dalle parole del segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner sulla necessità di maggiori aiuti statali per alcune banche, cui si sono aggiunte le stime di JP Morgan, secondo la quale marzo è stato il mese "più duro". Con i forti dubbi del presidente statunitense sui nuovi aiuti da concedere ai giganti dell'auto General motors e Chrysler, che quindi potrebbero rischiare la bancarotta, non poteva iniziare peggio la settimana per le Borse mondiali. I titoli dell'automobile e del credito sono crollati, trascinando con sé tutti i listini: prima Tokyo, che ha chiuso in calo del 4,5%, poi l'Europa, che ha bruciato in una seduta 127 miliardi di euro. Ma il clima è pessimo anche negli Stati Uniti, con Wall Street partita peggio di quanto facessero pensare i contratti 'futures', proseguendo con cali spesso superiori ai tre punti percentuali. La seduta peggiore nel Vecchio Continente si è registrata a Milano, che era stata la Borsa che meglio aveva recuperato negli ultimi tempi, ma che nella prima giornata della settimana ha perso sei punti e mezzo percentuali dell'indice S&P/Mib. Male anche Francoforte (-5%), ma oltre quattro punti hanno lasciato sul terreno anche Parigi e Amsterdam. Il settore peggiore è stato quello del credito, che ha chiuso con un ribasso dell'indice Dj stoxx di comparto dell'8,53%. I cali più bruschi sono stati accusati da Commerzbank (-16,93%), Barclays (-14,21%), Credit Agricole (-13,26%), Banco popolare e Unicredit, che hanno ceduto rispettivamente il 12,85% e il 12,58%. Male anche gli assicurativi (-6,98% l'indice Dj stoxx di comparto), mentre tra i titoli automobilistici spiccano gli scivoloni di Renault (-10,58%), Michelin (-9,93%), Fiat (-9,35%), Daimler (-9,24%), Peugeot (-9,16%) e Pirelli (-9% netto). Nemmeno Volkswagen e Bmw sono riuscite a contenere le perdite e hanno chiuso in calo rispettivamente del 5,40% e del 7,48%. In una giornata del genere spiccano i ribassi tutto sommato contenuti per i settori delle telecomunicazioni, dei media e dell'alimentare, tutti in perdita al di sotto dei due punti percentuali, mentre è rimasto in sostanziale parità un comparto comunque strutturalmente anticiclico come quello della farmaceutica, nel quale il titolo Roche è riuscito a far segnare una chiusura positiva dello 0,33%. ATS
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