
Le Borse asiatiche e del Pacifico proseguono con i loro alti e bassi: dopo un avvio di settimana in rialzo e un martedì piuttosto difficile, ora rimbalzano sui conti economici di alcune società cinesi (come Air China, che cresce di circa dieci punti percentuali) migliori delle previsioni. Oltre che ovviamente in scia alla chiusura positiva di Wall street. L'indice Msci della zona, che fotografa l'andamento dei principali titoli dell'Estremo Oriente e dell'Oceania, sta crescendo ai massimi delle ultime due settimane, con Shanghai in ripresa e Tokyo che si mostra anch'essa in salute, con un rialzo finale di oltre un punto. Bene anche la Borsa australiana, mentre qualche limatura viene accusata solo da listini minori, come quello di Taiwan, che comunque si muove spesso in controtendenza rispetto al dirimpettaio Shanghai. Sui mercati dell'area è soffiata una ventata di ottimismo anche grazie all'indice della fiducia dei consumatori statunitensi migliore delle previsioni degli analisti, con la speranza che una ripresa dell'economia Usa possa portare a un rilancio delle esportazioni dei marchi asiatici. Sulla piazza azionaria giapponese, infatti, mostrano un buon recupero titoli di gruppi dalla forte vocazione all'export, come Nikon e Nec, in rialzo finale rispettivamente del 5,06% e del 3,02%. Prese di beneficio invece su Pioneer, scesa del 2,86% dopo l'ottima crescita messa a segno ieri. A Sidney, dove sono quotati diversi titoli strettamente legati anche ai mercati europei, spicca il boom dell'89% della divisione infrastrutture della Babcock & Brown, che ha annunciato la separazione dalla casa madre. Bene anche il titolo delle linee aeree Qantas (+1,90%) mentre appaiono più cauti i gruppi delle materie prime, che negli ultimi giorni hanno mosso le piazze azionarie occidentali. ATS
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