
Il piano di salvataggio del sistema bancario americano non convince e, dopo il crollo di Wall Street di ieri, oggi sono le borse asiatiche a scivolare. Chiusa Tokyo per festività, le perdite più significative sono quelle di Hong Kong (-2,74%) mentre contengono i ribassi gli altri listini (Shanghai cede lo 0,19%, Seul lo 0,72%, Sydney lo 0,41%). "Gli investitori sono delusi dalla mancanza di chiarezza del piano di salvataggio delle banche Usa" commenta Daphne Roth, capo della ricerca sull'azionario asiatico di Abn Private Bank a Singapore. "E' come se il mercato fosse insoddisfatto di qualsiasi soluzione che non contempli una completa nazionalizzazione del sistema bancario" spiega un altro gestore. L'indice Msci per l'area Asia-Pacifico cede l'1,9%. Male i bancari, in scia alla delusione per il piano americano da 2 mila miliardi di dollari presentato ieri dal Ministro del Tesoro, Timothy Geithner: Hsbc è scesa del 4,8% e Australia & New Zeland Banking Group del 3,5%. In difficoltà anche le materie prime con Posco (-3,2%) dopo le previsioni di un primo trimestre "impegnativo" e un calo margine sui profitti operativi in gennaio. Il calo del prezzo di metalli e petrolio pesa su Bhp (-2,9%) mentre Rio Tinto balza del 6,2% sulle indiscrezioni che la cinese Aluminium stia trattando per acquistare obbligazioni convertibili da trasformare in capitale. ATS
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