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Economia
Borsa: Asia crede a intervento Usa, boom su tutti i mercati
Redazione
18 anni fa

Tornano in massa gli acquisti sulle Borse dell'Asia e dell'area del Pacifico: oltre al fisiologico rimbalzo dopo molte giornate nere, gli operatori, come a Wall street, sembrano credere a un intervento straordinario dell'amministrazione statunitense per risollevare i mercati. Risultato: il listino cinese, sempre molto volatile, sfiora un recupero di dieci punti, quello di Hong Kong porta a casa un rialzo di sei punti e mezzo, Sidney, Singapore e Seul crescono di oltre quattro punti. Molto bene anche Tokio, che sfiora questi livelli e chiude in crescita del 3,76%. Sono i titoli del settore finanziario, delle banche e delle assicurazioni - quelli da mesi più penalizzati e sui quali si concentrano i timori degli analisti - a tirare la volata. Molto dipende dalle speranze che l'amministrazione di Washington stia lanciando un piano per creare qualcosa come una grande 'bad company' nella quale far confluire titoli o società più a rischio, che vi rimarrebbero fino a un miglioramento delle condizioni economiche e dei mercati. Un modello che si ispirerebbe alla Resolution Trust Corporation, l'agenzia costituita negli anni 80 ai tempi della crisi delle casse di risparmio Usa. In questo quadro sul listino giapponese i gruppi finanziari e del credito Sumitomo sono saliti del 13 e del 12%, risultato simile a quello ottenuto da Mizuho financial group. Bene anche le assicurazioni e le banche, con la Bank of Yokohama che è cresciuta dell'11%, risultato ottenuto anche dalla Mitsubishi corportation. A Sidney il titolo del Macquarie group, la prima banca d'affari australiana, è schizzato del 38%, Citigroup del 19%. "Per una seduta - afferma un operatore dei mercatidell'area - l'Asia ha creduto anche alle banche centrali e alleloro forti emissioni di liquidità nel mercato interbancario,che rischiava di congelarsi con possibili enormi danni per tuttal'economia". ATS

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