
La Banca nazionale svizzera (BNS) ha registrato nel primo semestre un utile di 25,2 miliardi di franchi, grazie soprattutto alle sue posizioni in valute estere. Le riserve auree hanno inciso negativamente sul risultato. Nel solo periodo da aprile a giugno 2026 BNS ha realizzato un utile di 25,8 miliardi, dopo una perdita di 0,5 miliardi registrata nel periodo da gennaio a marzo. Gli esperti di UBS avevano stimato l'utile semestrale a circa 18-23 miliardi, quindi leggermente inferiore.
Titoli e strumenti di capitale
L'utile sulle posizioni in valuta estera è ammontato a 31,7 miliardi di franchi, ha comunicato oggi la BNS. Tale importo è costituito principalmente dai proventi derivanti da titoli e strumenti di capitale, pari a 22,9 miliardi. I proventi da interessi hanno raggiunto i 6,7 miliardi, quelli da dividendi 1,7 miliardi, mentre le plusvalenze di cambio si sono attestate a 2,5 miliardi. Mentre su titoli e strumenti di debito sono risultate minusvalenze per 1,7 miliardi di franchi.
Meno per le disponibilità in oro
Sulle disponibilità in oro è risultata una minusvalenza di 6,4 miliardi di franchi. Il prezzo dell'oro ha subito un calo nel corso dell'anno: a fine giugno il prezzo di un chilo d'oro era pari a 104.812 franchi, rispetto ai 110.919 franchi di fine 2025.
Le fluttuazioni sono la norma
Come di consueto, la BNS sottolinea nel suo comunicato che il proprio risultato dipende prevalentemente dall'andamento dei mercati dell'oro, dei cambi e dei capitali. Forti fluttuazioni sono quindi la norma e le conclusioni che si possono trarre dal risultato semestrale in merito al risultato annuale sono possibili solo in misura limitata.
Oltre 26 miliardi nel 2025
L'utile sulle posizioni in franchi si è attestato a 0,1 miliardi di franchi. Tale risultato è riconducibile principalmente agli interessi applicati agli averi a vista sui conti giro nonché a operazioni per l'assorbimento di liquidità, precisa l'istituto di emissione nella nota. Nel 2025 la BNS aveva realizzato un utile di 26,1 miliardi di franchi. La Confederazione e i Cantoni ne avevano beneficiato grazie a una distribuzione di 4 miliardi.

