
La crisi del credito negli Stati Uniti non è finita e i suoi effetti in Svizzera si faranno sentire l'anno prossimo, ha sostenuto Thomas Jordan, membro del direttorio della Banca Nazionale Svizzera (BNS) in una intervista che appare domani nella "Handelszeitung". "Se la crisi americana porta ad un raffreddamento dell'economia mondiale, questo riguarderà anche in Svizzera, perché dipendiamo molto dalle esportazioni", ha affermato il dirigente della BNS. Ha poi rilevato che una forte riduzione delle attività nel settore finanziario avrebbe ulteriori ripercussioni negative per la Svizzera. "Ciò viene sottovalutato" ha precisato nell'intervista. D'altro canto, ha aggiunto, gli istituti di credito non possono unicamente appoggiarsi sulle agenzie di rating e i modelli di rischi. Devono concludere affari solo se li capiscono realmente. "Gli elevati ammortamenti non sono un buon segno rispetto alle stime dei rischi" avverte Jordan. ATS
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