
Nuovo intervento di politica monetaria della Banca nazionale svizzera (BNS) per far fronte alla crisi. L'istituto di emissione ha deciso di abbassare allo 0,25% il suo tasso direttore, il libor a tre mesi. Nella sua analisi della situazione la BNS avanza inoltre fosche previsioni per l'economia elvetica: il prodotto interno lordo è atteso in calo fra il 2,5 e il 3,0% nel 2009. Per evitare un rafforzamento del franco sull'euro la banca nazionale sta inoltre intervenendo acquistando divise e obbligazioni in franchi da debitori privati. La fascia di oscillazione del Libor a tre mesi scende così allo 0,0-0,75% (in precedenza: 0,0-1,0%): la BNS punta a mantenere il tasso medio allo 0,25%. Si tratta del livello più basso dal 2004: dall'ottobre 2008 la banca ha effettuato un taglio di 2,5 punti percentuali. La BNS vuole però anche evitare problemi all'export svizzero a causa del franco troppo forte: interviene quindi con operazioni pronti contro termine (Repo), acquisti di obbligazioni e divise. Con queste misure straordinarie la banca vuole contribuire ad attenuare gli effetti della crisi economica e finanziaria, diminuendo nel contempo i rischi di una deflazione, si legge in un comunicato. Questi rischi sono infatti insiti nelle previsioni avanzate dagli specialisti dell'istituto. L'inflazione è attesa negativa per il 2009, al -0,5%, e praticamente nulla nel 2010, mentre il Pil potrebbe diminuire, come detto, fino al 3%: nel dicembre scorso la BNS prevedeva solo una flessione fino all'1%. L'intervento odierno della BNS ha subito messo in movimento i mercati valutari: il franco si è indebolito sia rispetto all'euro, (passando da 1,4875 a 1,5220 franchi), sia nei confronti del dollaro (da 1,1587 a 1,1902 franchi). ATS
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