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Economia
BNS: Roth, crisi creditizia tocca anche la Svizzera
Redazione
18 anni fa

La crisi creditizia preoccupa anche la Banca nazionale svizzera (BNS). Il principale pericolo è rappresentato dal deterioramento delle condizioni di credito, ha osservato Jean-Pierre Roth, presidente della direzione, nel suo discorso rivolto all'assemblea generale, riunita oggi a Berna. La crescita dei crediti non è ancora pregiudicata malgrado le turbolenze finanziarie, ha affermato Roth, secondo il testo scritto del suo discorso. Tuttavia, viste le incertezze congiunturali, le banche potrebbero aspettarsi un aumento dei rischi connessi ai crediti. I premi in salita sul mercato delle obbligazioni evidenziano un tale andamento. Per l'esercizio corrente le attese sull'espansione dell'economia sono più mitigate. La situazione sui mercati finanziari non si è ancora stabilizzata e la crescita dell'economia mondiale rallenta. "La nostra economia con un settore finanziario importante e una forte presenza sui mercati internazionali non potrà sottrarsi a tale evoluzione", ha rilevato il presidente della direzione della BNS. "Ho però fiducia che la Svizzera riuscirà a superare tale ostacolo senza grossi danni", ha affermato il dirigente dell'istituto di emissione. L'economia elvetica è molto competitiva e le riforme messe in atto hanno irrobustito la piazza economica. La BNS è d'altro canto ottimista per quanto rigurada le prospettive in termini d'inflazione sul medio e lungo periodo. L'attuale livello del Libor a tre mesi (il tasso di riferimento della BNS) del 2,75% è ritenuto "adeguato" da Jean-Pierrre Roth. "La nostra fiducia poggia sul fatto che negli ultimi tre anni la politica monetaria è riuscita a normalizzare a tappe il livello degli interessi", ha affermato Roth. Il dirigente della banca centrale elvetica ha tuttavia ammesso che i rischi sono aumentati per quanto riguarda l'inflazione. Una delle cause è il rincaro delle materie prime. Un rischio maggiore deriva tuttavia dall'aumento dei costi di produzione delle imprese. Nel corso dell'anno non può essere escluso un trasferimento dei costi supplementari sui prezzi di vendita. Il rafforzamento del franco rispetto all'euro rappresenta d'altro canto un allentamento della tensione per quanto riguarda il rincaro delle importazioni, ha aggiunto. Quanto alla crisi creditizia, bisogna rafforzare le esigenze verso le banche circa la capitalizzazione, le liquidità e il grado di indebitamento, ha proseguito Roth. ATS

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