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Economia
BNS: Jean-Pierre Roth lascia la presidenza a fine 2009
Redazione
18 anni fa

Jean-Pierre Roth, presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS), andrà in pensione a fine 2009. Lo ha reso noto la stessa BNS in una nota odierna, in cui indica che Roth ha informato oggi il Consiglio di banca delle sue intenzioni. Entrato nell'istituto di emissione trenta anni fa, il 63enne Roth presiede la direzione dal primo gennaio 2001. Faceva parte della direzione generale da inizio maggio 1996. Negli anni della sua presidenza, Jean-Pierre Roth ha dovuto affrontare molteplici sfide. Le condizioni monetarie si sono fondamentalmente modificate con l'introduzione dell'euro, scrive la banca nella nota. Dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre 2001 negli USA, si è aperta una fase di rapido allentamento monetario, visto il forte apprezzamento del franco. Negli anni successivi è seguita una politica monetaria con tassi vicini allo zero e quindi una fase di normalizzazione. Infine, dall'agosto 2007 la politica finanziaria ha dovuto muoversi in un contesto di crisi internazionale, che ha richiesto rapidità e flessibilità nonché numerose innovazioni e provvedimenti per stabilizzare il sistema finanziario elvetico, scrive la BNS. "Il Consiglio di banca e la direzione generale esprimono a Jean-Pierre Roth la loro profonda riconoscenza per il suo grande impegno nell'interesse di una politica monetaria orientata alla stabilità e per tutti i notevoli servizi resi alla Banca nazionale", si legge nel comunicato. Durante gli anni alla direzione generale Roth ha fatto molto per lo sviluppo e l'approfondimento delle relazioni internazionali della banca, sottolinea l'istituto di emissione. Dal marzo 2006 al marzo 2009 presiede pure il consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali, rammenta la BNS. Roth era stato nominato a sorpresa dal Consiglio federale alla presidenza della direzione della BNS. L'Esecutivo non aveva tenuto conto del parere del Consiglio di banca che proponeva invece il sangallese Bruno Gehrig. Due ragioni avevano spinto il governo a preferire Roth: la necessità di assicurare la rappresentanza della Svizzera romanda e la carica di vicepresidente, che lo aveva posto in "pole position", era stato indicato allora da Berna. ATS

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