
La Banca nazionale svizzera (BNS) conferma su tutta la linea la sua politica monetaria espansiva, considera il valore del franco tuttora elevato e prevede una crescita dell'economia elvetica del 2% l'anno prossimo, dopo l'1% del 2017. Questa in estrema sintesi il risultato odierno dell'esame della situazione monetaria, che viene effettuato quattro volte all'anno. All'indomani della decisione della Federal Reserve di aumentare il tasso direttore la BNS lascia come previsto invariata la sua politica: l'istituto d'emissione mantiene fermo fra il -1,25% e il -0,25% il margine di fluttuazione del Libor a tre mesi, suo principale tasso di riferimento. Vengono anche confermati gli interessi negativi dello 0,75% sui conti giro presso la BNS. L'istituto ribadisce inoltre di essere pronto a intervenire sul mercato delle divise. Il franco "ha tuttora una valutazione elevata", sebbene la sua sopravvalutazione negli ultimi tre mesi abbia continuato a ridursi, si legge in una nota della banca centrale. Dall'ultimo esame della situazione - in settembre - la valuta elvetica si è infatti indebolita ulteriormente nei confronti dell'euro e ha iniziato a indebolirsi anche nei confronti del dollaro. "Il deprezzamento del franco, che rispecchia il calo della domanda di monete rifugio, è tuttavia ancora fragile", scrive la BNS. "Pertanto, malgrado la distensione in atto, il tasso di interesse negativo e la disponibilità della Banca nazionale a intervenire, se necessario, sul mercato dei cambi rimangono essenziali". Secondo l'ente guidato da Thomas Jordan un nuovo apprezzamento pregiudicherebbe infatti l'evoluzione dei prezzi e della congiuntura. Riguardo al rincaro, la BNS ha ritoccato al rialzo le sue stime, perlomeno per i prossimi trimestri, a causa dell'aumento del prezzo del petrolio e al previsto ulteriore indebolimento del franco. Nel 2017 l'inflazione è attesa allo 0,5%, contro lo 0,4% pronosticato in settembre; per il 2018 la BNS punta sullo 0,7% (0,4% era la previsione precedente); invariata è invece la stima relativa al 2019, ferma all'1,1%. Riguardo alla congiuntura, secondo la Banca nazionale il contesto internazionale è ulteriormente migliorato negli ultimi mesi. Nel terzo trimestre l'economia mondiale è cresciuta a un ritmo sostenuto e su un'ampia base. L'andamento favorevole dovrebbe proseguire: le previsioni di crescita per l'Eurozona e gli Stati Uniti sono quindi state riviste leggermente al rialzo. Grazie al sostegno del quadro internazionale e alle condizioni monetarie favorevoli, pure la ripresa dell'economia elvetica è destinata a proseguire nei prossimi mesi, è convinta la BNS, che avanza la sua prima stima sulla crescita per il 2018: la progressione del prodotto interno lordo (Pil) è prevista al 2%, mentre per quest'anno il pronostico rimane fermo all'1%. Va rilevato che la BNS, contrariamente ad altri istituti, non opera in quest'ambito con decimali. L'analisi della banca guidata da Jordan si conclude come sempre con una valutazione del mercato immobiliare. Gli squilibri a questo proposito rimangono, afferma la BNS. Mentre la crescita dei prestiti ipotecari è rimasta relativamente debole nel 2017, i prezzi della proprietà abitativa sono di nuovo leggermente saliti. Nel segmento degli immobili residenziali a reddito i prezzi hanno continuato a crescere a un ritmo sostenuto. L'istituto promette di continuare a seguire con attenzione gli sviluppi del mercato e di valutare regolarmente l'opportunità di cambiare i parametri dei cuscinetti anticiclici. Le decisioni comunicate oggi dalla BNS non rappresentano una sorpresa: sono perfettamente in linea con le previsioni degli analisti.
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