Cerca e trova immobili
Economia
Bilaterali III: le PMI industriali sono scettiche
Ats
2 ore fa
Le aziende non si schierano per principio né a favore né contro i possibili futuri accordi con l'Unione Europea – È quanto emerge da un sondaggio condotto dall'associazione di categoria Swissmechanic

Le piccole e medie imprese (PMI) dell'industria metalmeccanica ed elettrica (MEM) non nascondono un certo scetticismo nei confronti dei possibili futuri accordi con l'Unione Europea. Le aziende non si schierano per principio né a favore né contro i cosiddetti Bilaterali III, ma chiedono a gran voce chiarezza, prevedibilità e informazioni concrete sugli effetti pratici delle intese.

È quanto emerge da un sondaggio condotto dall'associazione di categoria Swissmechanic in collaborazione con l'istituto di ricerca BAK Economics. Le relazioni stabili con l'Ue sono considerate fondamentali per le forniture, le catene di valore e gli investimenti. La maggioranza delle ditte guarda anche positivamente all'esperienza dei Bilaterali I e II e riconosce i potenziali vantaggi di un nuovo pacchetto, soprattutto in termini di accesso al mercato e sicurezza nella pianificazione.

Affiora però anche un marcato scetticismo istituzionale, sottolinea Swissmechanic. Le PMI nutrono timori per possibili oneri amministrativi aggiuntivi e il rischio di un eccessivo allineamento alle normative europee («swiss overcompliance»). L'incertezza regna sovrana: circa un'azienda su due dichiara di avere difficoltà a comprendere il pacchetto di accordi e manifesta un forte bisogno di informazioni pratiche e di dati sull'impatto economico settoriale. Il sondaggio evidenzia un legame diretto tra informazione e giudizio: all'aumentare della chiarezza, diminuiscono incertezza e scetticismo.

Le realtà ben informate tendono a valutare le opportunità in modo più netto, mentre tra quelle meno al corrente prevale una cautela dettata dalla confusione. Secondo Swissmechanic il messaggio per la politica è chiaro: le PMI MEM non cercano slogan, ma trasparenza, condizioni quadro affidabili e una valutazione realistica della fattibilità. L'organizzazione annuncia che continuerà a portare avanti queste istanze nel dibattito pubblico, rispondendo con fatti al bisogno di informazione delle imprese.

Fondata nel 1939 durante l'esposizione nazionale di Zurigo - quella della cosiddetta «difesa spirituale», in un'Europa che stava entrando in guerra e con una Svizzera che all'epoca cercava di smarcarsi dai vicini - l'associazione Swissmechanic rappresenta oggi oltre 1.300 imprese del ramo, che occupano più di 65.000 dipendenti e generano un fatturato annuo di circa 15 miliardi di franchi. L'attuale presidente è Nicola Tettamanti, CEO della Tecnopinz di Mezzovico.