
Intesa in Belgio su una manovra correttiva da 1,4 miliardi di euro, pari all'1% del pil del paese, per correggere i conti pubblici e tagliare il deficit al 2,4% per quest'anno, ovvero sotto la soglia del 3% fissata dall'Ue. Con il salvataggio del gruppo bancario Dexia, Bruxelles ha visto i propri conti schizzare verso l'alto, con un deficit per il 2012 che è passato dal 2,96% al 3,9%: la Commissione Ue aveva chiesto il 2,8% per l'anno scorso e il 2,15% per quest'anno. Inoltre saranno ceduti diversi attivi dello Stato per portare il debito sotto la soglia del 100%. L'esecutivo Ue valuterà la situazione del Belgio, come quella degli altri paesi che hanno chiesto più tempo, tra fine aprile e maggio. Le nuove misure colpiranno settori diversi, da un aumento delle accise sul tabacco a tagli nella spesa pubblica, dai servizi sociali alla pubblica amministrazione, inclusi tagli al finanziamento di ferrovie e poste. Allo stesso tempo, però, è stato previsto un nuovo schema di assistenza per i giovani senza lavoro, riduzione delle imposte per le piccole e medie imprese. "Il governo rispetta i suoi impegni europei, protegge il potere d'acquisto e sostiene le pmi", ha dichiarato il premier Elio Di Rupo dopo la notte di negoziati. "Se il Belgio non ne esce troppo male dalla crisi, è perchè ci sono i consumi, e abbiamo fatto di tutto per preservarli", ha spiegato il ministro esteri Didier Reynders. Arrivare all'intesa "è stato un pò doloroso ma abbiamo potuto accontentarci di una manovra correttiva", ha sottolineato il ministro al bilancio Olivier Chastel, perchè alla fine, ha aggiunto la vicepremier Laurette Onkelinx, "il buon senso ha vinto sul cinismo dei numeri". ATS
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