
Probabile taglio dei tassi, nuovi maxi-prestiti alle banche per scongiurare il rischio di un 'credit-crunch', e misure più forti in aiuto dei Paesi iper-indebitati, ma solo dopo una stretta sulle politiche di bilancio nazionali da parte del consiglio Ue di venerdì. È il vasto dossier che i governatori della Banca centrale europea troveranno sul tavolo già stasera, e poi domani, nel consiglio direttivo che è uno snodo chiave nella settimana decisiva per l'Europa. Il giorno dopo, a Bruxelles, i leader Ue saranno davanti a un bivio: cedere alla richiesta di Berlino (ma anche della Bce) di maggiori controlli sui bilanci nazionali, in cambio di nuove misure di salvataggio; o lasciare tutto in mano alle singole capitali e ai loro veti incrociati. Il consiglio Bce - secondo gli economisti - dovrebbe abbassare nuovamente il tasso d'interesse di riferimento portandolo all'1%, minimo storico abbandonato lo scorso aprile. La Bce potrebbe spingersi nel 2012 persino al di sotto dell'1%, un confine mai varcato finora, di fronte al quadro economico che arriverà con le previsioni trimestrali di domani: diversi Paesi sono già in recessione, per alcuni (fra cui l'Italia) si prevede un Pil in calo nel 2012. Il tema più scottante è quello del ruolo della Bce nel salvataggio dei Paesi in difficoltà. Le pressioni sul presidente Bce Mario Draghi sono fortissime. Giusto ieri Tim Geithner ha incontrato Draghi: la Bce - ha detto il segretario al Tesoro Usa - "ovviamente continuerà" a giocare un ruolo fondamentale contro la crisi. Nonostante la Bundesbank continui a opporsi, Draghi ha segnalato la scorsa settimana che "un nuovo patto di bilancio" nella Ue, che vada verso l'unione di bilancio, potrebbe consentire alla Bce di dispiegare misure ancora più forti. ATS
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