
I tassi di Eurolandia restano al 2%. Ma è in arrivo un nuovo taglio da mezzo punto a marzo, quando la situazione dell'economia dei Sedici - che escono da un quarto trimestre 2008 "molto negativo" - sarà più chiara alla luce delle previsioni economiche che verranno presentate fra un mese. Intanto, dalla Bce, arriva un "altolà" sull'ipotesi di obbligazioni europee (gli Union-bond), caldeggiata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Nello stesso giorno in cui la Banca d'Inghilterra ha tagliato i tassi di mezzo punto all'1%, a livelli mai visti nella sua storia plurisecolare, la Banca centrale europea ha preso una pausa. Una decisione prevista dagli economisti e anticipata dal presidente Jean-Claude Trichet il mese scorso, dopo aver tagliato il costo del denaro di due punti e 25 centesimi fra ottobre e gennaio. A marzo, però, la Bce tornerà probabilmente a tagliare, e con decisione: "Non escludo che potremmo ridurre i tassi nella nostra prossima riunione" ha detto Trichet. Di un quarto o di mezzo punto? "Non voglio spingermi fino a specificare l'entità. Ma ho notato che al momento scontano i mercati è più vicino alla prima delle due ipotesi. Non faccio una valutazione delle aspettative del mercato". Le ultime statistiche indicano una fase di debolezza "prolungata" e "significativa". E il quarto trimestre - ha anticipato Trichet - si preannuncia "molto negativo" per il Pil di Eurolandia, a fronte di un netto calo dell'export, di una fiducia di consumatori e imprese "molto bassa" e di una stretta al credito da parte delle banche. E sul fronte dei prezzi "le pressioni inflazionistiche sia interne che esterne stanno scendendo", ha detto il banchiere francese, e l'andamento dei prezzi petroliferi spingerà al ribasso l'inflazione, che però tornerà ad accelerare nel secondo semestre. Se per marzo gli economisti stimano tassi all'1,5%, il mercato s'interroga però su quanto i tassi potranno scendere ancora. "Tassi allo 0% al momento non ci sembrano appropriati", ha ribadito Trichet. Anche se l'Eurotower probabilmente non seguirà la Fed, la sua posizione prudente non convince molti economisti: secondo Nomura, per esempio, i tassi dovrebbero essere già adesso allo 0,5%. E per Nouriel Roubini, il professore della New York University che aveva previsto la crisi finanziaria globale, la Bce "si sbaglia, sta facendo troppo poco e troppo tardi". ATS
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