
La Banca centrale europea (Bce) ha tagliato di un quarto di punto il tasso di rifinanziamento ("refi") pronti contro termine, portandolo al minimo storico dello 0,50%. La mossa era attesa dai mercati. Il tasso sui depositi resta fermo a quota zero e il tasso marginale cala dello 0,25% all'1%. L'ultimo taglio dei tassi della Bce risale al 15 luglio 2012, quando il "refi" era stato ridotto di un quarto di punto allo 0,75%, anch'esso un minimo record per l'Eurotower. Nella conferenza stampa al termine della riunione del comitato esecutivo, che si è svolta a Bratislava, il presidente della Bce Mario Draghi ha spiegato che il taglio dei tassi "dovrebbe sostenere la ripresa più in là" nel corso dell'anno: l'attività economica dell'Eurozona si stabilizzerà e imboccherà la via di una "graduale ripresa" nel secondo semestre. Egli ha anche spiegato che l'istituto di emissione ha preso varie misure per fornire liquidità e per rilanciare i prestiti al settore privato. La politica monetaria della Bce "resterà accomodante per tutto il tempo che sarà necessario" e l'Eurotower "monitorerà molto da vicino" le informazioni economiche e monetarie. L'istituto centrale continuerà ad assicurare liquidità incondizionata per tutto il tempo necessario e "almeno fino all'8 luglio 2014", ha affermato. "La nostra politica monetaria dovrebbe aiutare la domanda interna", ha detto Draghi, sottolineando che essa resta "accomodante". Tuttavia i paesi dell'Eurozona "non devono allentare gli sforzi per ridurre i deficit, e dovrebbero continuare a promuovere riforme strutturali". L'italiano ha ancora indicato che la Bce ha iniziato una fase di consultazioni con altre istituzioni per sostenere il mercato dei titoli garantiti da prestiti emessi dalle banche, in un'operazione tesa a facilitare i prestiti a famiglie e imprese. ATS
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