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Economia
BASF: dopo rilevamento Ciba sopprime 3'700 impieghi
Redazione
17 anni fa

Il gruppo chimico tedesco BASF, che ha rilevato in autunno la Ciba per 6,1 miliardi di franchi, ha annunciato oggi di voler sopprimere 3'700 impieghi nel mondo, di cui 2'500 della società renana. L'operazione dovrebbe essere portata a termine in gran parte entro fine 2010, al massimo fino al 2013. In Svizzera dovrebbero andare persi circa 500 posti di lavoro, in maggior parte alla Ciba. Sono previsti anche licenziamenti. Sotto esame sono 23 dei 55 siti della società basilese nel mondo. Gli stabilimenti saranno ristrutturati, venduti o chiusi, ha indicato la BASF. La decisione sarà presa entro la fine del primo trimestre 2010. Gli altri 32 siti saranno ottimizzati e in parte ristrutturati. Entro la fine dell'anno prossimo il gruppo tedesco intende inoltre riunire 36 dei 70 uffici di vendita e amministrazione e centri di ricerca della Ciba con le attività della BASF. "Come già annunciato, la forte presenza nella regione di Basilea verrà mantenuta", si legge in un comunicato odierno. I tagli riguarderanno sia la produzione che l'amministrazione, ma maggiormente la seconda, ha spiegato una portavoce della BASF all'ATS. Un piano sociale è oggetto di trattative. Dei quattro siti della Ciba in Svizzera - Basilea, Schweizerhalle (BL), Kaisten (AG) e Monthey (VS) - nessuno rischia di essere chiuso o venduto, ha aggiunto la portavoce. A fine 2008 la Ciba dava lavoro a circa 12'500 persone in 120 paesi, di cui 2'500 in Svizzera. Dalla riduzione degli effettivi il gruppo tedesco, che conta circa 97'000 dipendenti, si attende dal 2012 sinergie per almeno 400 milioni di euro l'anno. Fino alla fine dell'anno prossimo prevede risparmi di circa 300 milioni l'anno. Al contempo i costi per l'integrazione sono valutati a circa 550 milioni di euro, di cui 150 quest'anno. In una nota il sindacato Syna si dice scioccato dall'ampiezza dei tagli. La soppressione di un quarto degli impieghi della Ciba costerà 2'300 posti in tutta Europa e 530 in Svizzera; ciò supera le previsioni più pessimistiche. Il sindacato chiede trattative, nonché un prolungamento e miglioramento del piano sociale in vigore fino a fine anno. I licenziamenti vanno limitati il più possibile. L'UNIA definisce l'operazione "drammatica" e "irresponsabile". Ci attendavamo la soppressione di circa il 15% degli impieghi, ora supera il 21%. Come il Syna, anche l'UNIA ritiene che non si debbano mischiare problemi strutturali con le conseguenze della crisi. L'UNIA chiede inoltre informazioni trasparenti e la restituzione di bonus e indennità di partenza versati al management. Anche il Consiglio di Stato di Basilea Città, informato già la settimana scorsa della misura, deplora la soppressione. A suo dire nella regione sarà cancellato circa un quarto dei 1'600 impieghi attuali. Al contempo il governo ritiene che a lungo termine la regione di Basilea verrà rafforzata, poiché la divisione chimica della carta dell'intero gruppo, nonché importanti unità di ricerca e funzioni strategiche a livello sovraregionale, resteranno a Basilea o vi verranno trasferite. Alla BASF chiede però di rispettare gli standard sociali vigenti e di orientare al più presto i dipendenti sul loro futuro. Già prima del suo rilevamento la Ciba aveva soppresso parecchi impieghi: oltre mille posti erano stati concellati tra il 2004 e il 2006. Nell'agosto di tre anni fa Ciba aveva annunciato nuove misure di risparmio, che prevedevano il taglio di altri 2'500 posti entro la fine del 2009. ATS

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