
Nonostante l'apprezzamento del franco svizzero Barry Callebaut, leader mondiale dei prodotti a base di cacao e cioccolato, ha chiuso - fine agosto - alla grande l'esercizio 2010/11. L'utile netto del gruppo si è attestato a 258,9 milioni di franchi, in progressione del 9% su un anno, precisa una nota odierna della società. In monete locali, la crescita dell'utile raggiunge il 19,8%, precisa il gruppo con sede a Zurigo. L'utile operativo è salito del 5,7% (+15,3% in monete locali) per attestarsi a 360,6 milioni. Il fatturato ha fatto registrare una progressione dello 0,7% (+13,3% in monete locali) a 4,55 miliardi, grazie ad un aumento dei volumi e del prezzo delle materie prime. Tutte le regioni, e in particolare i mercati emergenti, hanno contribuito al buon risultato. "La prestazione ottenuta è ancora più degna di lode se si tiene conto della recente crisi in Costa d'Avorio", ha indicato il CEO del gruppo Juergen Steinemann, citato nella nota, alludendo alla lotta tra i sostenitori del presidente del paese Alassane Ouattara e Laurent Gbagbo. La Costa d'Avorio è il primo produttore mondiale di favi di cacao. ATS
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