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Economia
Banche Usa a caccia fondi, atteso sblocco 350 miliardi
Redazione
18 anni fa

Le banche americane in difficoltà sono a caccia di risorse fresche e attendono speranzose il voto sullo sblocco della seconda tranche del Tarp, il piano salva finanza da 700 miliardi di dollari. Il Senato inizierà le procedure di voto in questa ore, mentre la Camera si esprimerà al riguardo la prossima settimana. Bank of America avrebbe già avviato - secondo indiscrezioni - trattative con il governo per ottenere ulteriori fondi pubblici con i quali finalizzare l'acquisizione di Merrill Lynch, operazione non ancora conclusa definitivamente a causa di perdite maggiori del previsto di Bofa. Non versa in buone acque neanche Citigroup, che si appresta ad annunciare risultati trimestrali in profondo rosso e a svelare una maxi riorganizzazione. La conferma che la stagione di trimestrali che si è aperta sarà difficile per le istituzioni finanziarie è arrivata da JPMorgan, che ha denunciato una contrazionedell'utile del 76%. La seconda banca statunitense ha registrato nel quarto trimestre un utile per azione di 7 cent, a fronte degli 86 cent dello stesso periodo dell'anno precedente, con un fatturato in calo dello 0,9% a 17,2 miliardi di dollari (dai 17,4 dell'anno precedente). Le perdite della divisione investment-banking si sono attestate a 2,36 miliardi di dollari. I dati dell'ultimo trimestre del 2008 di JPMorgan sono i primi a includere Washington Mutual, acquisita a settembre. Pur se in netto calo, i profitti di JPMorgan risultano al di sopra delle attese degli analisti, dimostrando come l'istituto sia stato più capace di affrontare la crisi meglio dei competitor. Nel corso del 2008, comunque, JPMorgan ha perso il 34% del proprio valore di mercato. Bank of America, così come JPMorgan, ha approfittato della crisi in atto per crescere acquistando Merill Lynch. L'acquisizione, annunciata in settembre sembrerebbe però ora in pericolo: per scongiurare il rischio che la transazione possa naufragare, Bofa e il Governo americano avrebbero avviato trattative che consentano all'istituto di ottenere ulteriori fondi pubblici, dopo i 25 miliardi di dollari già incassati dalla prima tranche del Tarp. Le trattative sarebbero seguite - secondo indiscrezioni - direttamente dal segretario al Tesoro Henry Paulson. La tempistica e le modalità sono in via didefinizione, ma un eventuale voto favorevole del Congressoamericano alla seconda tranche del Tarp - sostengono alcunianalisti - faciliterebbe il tutto, consentendo anche ad altriistituti di tirare una boccata d'ossigeno. Anche Citigroup, cheil 16 gennaio alzerà il velo sui conti trimestrali, non navigain acque tranquille e si appresterebbe a una profonda riorganizzazione, che la porterebbe a dimagrire di un terzo e adire addio all'idea di banca supermercato. Le difficoltà delle banche preoccupano le autorità soprattutto per le loro ripercussioni sui consumatori, che sempre più difficilmente riescono a ottenere finanziamenti. "Le maggiori banche americane - constatano gli analisti - non stanno concedendo prestiti, stanno disperatamente cercando di conservare capitale". ATS

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