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Economia
Banche svizzere resistenti alla crisi Covid
Keystone-ats
6 anni fa
Lo rileva la BNS nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria 2019, pubblicato oggi. Prevista una contrazione del Pil del 6% per il 2020

La crisi del coronavirus e le prospettive economiche fortemente offuscate pongono le banche svizzere di fronte a grandi sfide. Secondo la Banca nazionale svizzera (BNS), tuttavia, anche la maggior parte degli istituti che si concentrano sul mercato interno dovrebbe sopravvivere a questa tempesta

Nell’attesa che l’economia globale guarisca le sue ferite e orni alla normalità, le banche svizzere dovranno stringere i denti, ha sottolineato la BNS nel suo “Rapporto sulla stabilità finanziaria 2019” pubblicato oggi. Ciò vale in particolare per UBS e Credit Suisse.

La Banca nazionale prevede un peggioramento dei risultati della gestione patrimoniale e dell’investment banking per questi due istituti di importanza sistemica. Ciononostante ritiene che UBS e il Credit Suisse siano ben capitalizzati e ben posizionate per affrontare le difficoltà senza grossi ostacoli.

Prevista una contrazione del Pil del 6%

Per l’anno in corso la BNS prevede una contrazione del prodotto interno lordo (Pil) di circa il 6%. Nel contempo mantiene invariata la sua politica monetaria, orientata agli interessi negativi per evitare un rafforzamento ritenuto eccessivo del franco. Stando a quanto comunicato stamane l’istituto d’emissione lascia fermo al -0,75% il suo tasso guida, confermando anche gli interessi negativi, pure del -0,75%, sui conti giro presso la BNS.

La conferma di questi dati, ampiamente prevista dagli analisti, non era una sorpresa. L’interesse degli investitori, alla vigilia del tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria, era quindi focalizzato sulle prospettive congiunturali. Si trattava in particolare di sapere se l’entità guidata da Thomas Jordan si sarebbe accodata al pessimismo mostrato da altre grandi banche centrali, sulla scia della crisi innescata dal coronavirus.

Nonostante i segnali di ripresa rilevati in maggio la Banca nazionale si attende che, come all’estero, anche in Svizzera la ripresa economica rimanga in un primo tempo incompleta e che il Pil non ritorni al suo livello pre-crisi. Se dovesse confermarsi la prevista contrazione di sei punti percentuali si tratterebbe della flessione più marcata dalla crisi petrolifera degli anni ‘70, sottolinea lo stesso istituto.

Nel precedente esame trimestrale, risalente al 19 marzo, la BNS non aveva avanzato una cifra concreta relativa alla variazione del Pil, limitandosi ad affermare che “la crescita sull’intero anno potrebbe risultare negativa”.

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