
L'Associazione delle banche estere in Svizzera (ABES) propone di introdurre una ritenuta alla fonte per ogni conto straniero al tasso in vigore nel paese del titolare. In questo modo ci sarebbe più trasparenza pur salvaguardando la sfera privata, e dunque il segreto bancario. Si tratterebbe di una imposta liberatoria, ha precisato Alfredo Gysi, presidente dell'Associazione delle banche straniere in Svizzera in un'intervista pubblicata oggi dalla "Tribune de Genève". Il prelievo sarebbe versato al paese di residenza del cliente, senza che quest'ultimo debba rivelare l'entità del patrimonio detenuto in Svizzera. Alfredo Gysi, che è anche CEO della Banca della Svizzera italiana, ritiene che questo sarebbe un momento opportuno per una simile iniziativa, visto che la Svizzera rinegozia l'accordo sulla fiscalità del risparmio con Bruxelles e rivede varie convenzioni di doppia imposizione. Il presidente dell'ABES rileva che la piazza finanziaria elvetica ha sempre degli atout da far valere, malgrado gli attacchi subiti dopo la crisi finanziaria. Le banche stranieri non vengono in Svizzera solo per il segreto bancario, "ma per le competenze che trovano e il rispetto della sfera privata". ATS
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