
Utile netto in leggero arretramento per le banche cantonali svizzere nel 2010: rispetto al 2009 i risultati cumulati dei 24 istituti sono scesi dell'1% a 2,6 miliardi di franchi. Un'evoluzione ritenuta positiva dall'Unione delle Banche Cantonali Svizzere (UBCS), visto il difficile contesto, soprattutto per quanto riguarda le operazioni su interesse, principale fonte delle entrate. Il 2011 è partito bene ha annunciato l'organizzazione. I ricavi delle operazioni su interesse hanno segnato una flessione dell'1,2% a 5,3 miliardi di franchi. Positivo l'andamento del prodotto delle operazioni in commissione e delle prestazioni di servizi, salito del 4,5% a 2,1 miliardi. Il risultato delle negoziazioni è invece in calo del 21,7% a 0,8 miliardi. I costi d'esercizio si sono ridotti del 2,7% a 4,5 miliardi. Le spese per il personale sono in flessione del 4,3% a 2,9 miliardi, calo dovuto al fatto che nel 2009 una banca aveva dovuto provvedere all'eliminazione di una sottocopertura della cassa pensione e a una flessione della parte delle rimunerazioni legate ai risultati, spiega l'UBCS in una nota. L'utile lordo è sceso del 5,4% a 4 miliardi di franchi. Secondo quanto indicato, l'aumento del numero dei clienti si rispecchia in un incremento dei prestiti ipotecari (+5,9% a 272,7 miliardi) e dei fondi della clientela (+1,6% a 280,9 miliardi). L'UBCS sottolinea il ruolo delle banche cantonali nel finanziamento delle piccole e medie imprese. I prestiti non coperti da ipoteche sono progrediti del 3,2% a 49 miliardi di franchi. Complessivamente i fondi in gestione sono saliti del 5,8% a 611,1 miliardi di franchi. ATS
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