
Affari in calo l'anno scorso per la Banca dello Stato del Cantone Ticino: l'istituto ha visto i ricavi scendere (su base annua) del 9% a 322 milioni di franchi, mentre il risultato d'esercizio si è contratto del 24% a 111 milioni e utile netto si è attestato a 60 milioni (-28%).
«Per il gruppo BancaStato il 2025 si chiude con un bilancio più che positivo», commenta l'azienda in un comunicato odierno. Al Cantone saranno versati 58 milioni, un dato sostanzialmente in linea con quello dell'anno precedente, nonostante il peggioramento delle condizioni di mercato e un ridimensionamento del profitto netto.
I volumi dei crediti ipotecari, principale attività della società, è salito del 4% a 12,8 miliardi. Gli altri crediti nei confronti di privati e aziende sono invece scesi dell'1% a 1,9 miliardi. La somma di bilancio è cresciuta del 3% a 19,8 miliardi. I patrimoni in gestione sono progrediti del 3% a 24,1 miliardi,.
«I risultati 2025 sono solidi e assumono ancora più valore se posti in una traiettoria storica», commenta il presidente della direzione generale Fabrizio Cieslakiewicz, citato nella nota. «Sono risultati che esulando dal 2024 e dal 2023, anni irripetibili dal punto di vista bancario, confermano la bontà e la resilienza dell'assetto reddituale del gruppo, consentendo alla banca di ottenere alti livelli di ricavi nonostante l'erosione del margine commerciale e costi operativi in crescita dovuti, questi ultimi, alle misure di adeguamento dell'organizzazione e di gestione del rischio».
«Il gruppo ha conseguito solidi risultati a beneficio non solo dei clienti ma dei e delle ticinesi, e questo grazie alle sfaccettate maniere con cui adempiamo al mandato pubblico e che si realizzano non solo con il versamento alle casse cantonali - per quanto importante - ma anche con il nostro modo di 'fare banca' orientato al territorio», chiosa la presidente del consiglio di amministrazione Michela Ferrari-Testa, a sua volta citata nel documento per la stampa.
Banca dello Stato del Cantone Ticino nacque nel 1915, per far fronte alle grandi turbolenze che caratterizzavano il mondo bancario ticinese, con diversi istituti in difficoltà e costretti a chiudere. In totale i ticinesi - è lo stesso sito dell'azienda che lo racconta - persero in quei momenti circa 40 milioni di franchi di risparmi, quasi la metà delle loro economie depositate negli istituti di credito del cantone. Dapprima concentrata solo in ambito ipotecario, dal 1961 la Banca dello stato si aprì anche ai crediti senza copertura. La transizione verso una vera e propria banca universale è avvenuta solo nel 2003.

