Economia
Banca Nazionale, perdita di 95 miliardi nel primo semestre
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14 giorni fa
Il passivo si è ulteriormente aggravato dopo il deficit di 32,8 miliardi annunciato al termine del primo trimestre

Primo semestre indigesto per la Banca nazionale svizzera (Bns). L'istituto, si legge in una nota odierna, fra inizio gennaio e fine giugno ha infatti accusato una perdita di 95,2 miliardi di franchi.

Situazione peggiorata
Il passivo si è dunque ulteriormente aggravato dopo il deficit di 32,8 miliardi annunciato al termine del primo trimestre. Le cifre non sono un fulmine a ciel sereno, dato che ci si aspettava perdite consistenti. Tuttavia, il buco è persino superiore a quello ipotizzato dagli economisti alla vigilia. Si tratta anche della più grande perdita registrata dalla BNS nei suoi oltre 100 anni di storia. La causa è da ricercarsi principalmente nella debolezza dei mercati finanziari internazionali. Con le elevate riserve della BNS, che attualmente ammontano a circa 1’000 miliardi di franchi, i più piccoli movimenti si traducono in guadagni o perdite significativi per la Banca nazionale. I mercati azionari non sono però stati gli unici a subire un forte calo nella prima metà dell’anno, a causa della guerra in Ucraina, dell’incremento dell’inflazione e dei crescenti timori di recessione. L’aumento dei tassi d’interesse in tutto il mondo ha portato anche a forti perdite di valutazione nei mercati obbligazionari, insieme alla debolezza dell’euro.

Le cifre nello specifico
Le posizioni in valuta estera hanno registrato una perdita globale di 97,4 miliardi. Su titoli e strumenti di debito sono andati persi 48,7 miliardi di franchi e sui titoli e strumenti di capitale altri 44 miliardi. Il risultato negativo di cambio si è attestato complessivamente a 10,3 miliardi di franchi. Le disponibilità in oro, rimaste invariate in termini di quantità, hanno registrato una plusvalenza di 2,4 miliardi. A fine giugno, il prezzo per chilogrammo d'oro si è attestato a 55’836 franchi, rispetto ai 53’548 franchi della fine del 2021.

I motivi
Sulle posizioni in franchi svizzeri, la Banca centrale ha registrato un modesto utile di 35,1 milioni di franchi. Gli interessi negativi sui conti correnti hanno compensato le perdite su titoli e strumenti di debito. Come di consueto, la Bns ha sottolineato che il risultato dipende principalmente dall'andamento dei mercati dell'oro, dei cambi e dei capitali. Le forti fluttuazioni sono la regola e non è possibile prevedere con certezza il risultato dell'intero esercizio partendo dalle cifre dei primi sei mesi. Nel 2021, ad esempio, la Banca nazionale ha registrato un utile di oltre 26 miliardi di franchi a fine anno, con i primi due trimestri positivi e gli altri due in negativo.

Rimborsi a rischio?
La perdita di 95,2 miliardi di franchi svizzeri, prima dell'accantonamento per le riserve valutarie, è superiore alla previsione di Ubs che si attendeva tra gli 80 e gli 85 miliardi. Se la perdita netta totale per l'anno fiscale 2022 dovesse raggiungere circa 93 miliardi di franchi, la Banca centrale svizzera sarebbe costretta a rinunciare ai rimborsi che effettua alle autorità pubbliche, ha avvertito Ubs. Interrogata a Keystone-ATS, la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) ha dichiarato venerdì che questo risultato negativo era purtroppo prevedibile alla luce delle attuali turbolenze sui mercati finanziari. La CDF sottolinea che gli utili della BNS sono notoriamente soggetti a forti oscillazioni e che le distribuzioni non possono essere date per scontate. I dati semestrali indicano che la distribuzione degli utili sarà probabilmente inferiore a quella degli ultimi anni. È responsabilità di ogni cantone tenerne conto, ha dichiarato la CDF. Tuttavia, è il bilancio annuale della BNS al 31 dicembre a essere determinante per la distribuzione degli utili.

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