
La Banca nazionale svizzera - viste le sfavorevoli previsioni congiunturali e l'inattesa profonda recessione con tendenza alla deflazione - attuerà con tutti i mezzi la sua politica non convenzionale volta a contrastare in modo deciso l'apprezzamento del franco rispetto all'euro. Thomas Jordan, membro della direzione, ha detto oggi che la SNB non è in grado di impedire la recessione: può tuttavia fornire un contributo determinante per evitare che all'economia elvetica accada il peggio. Dal punto di vista congiunturale il 2009 sarà un anno tetro, con un forte incremento della disoccupazione. Qualora dovessero registrarsi miglioramenti sul piano internazionale, la Svizzera potrebbe riprendersi leggermente nel 2010, mentre l'inflazione rimarrà nulla fino al 2011. La BNS sta valutando le modalità per riassorbire l'accresciuta liquidità: dal punto di vista puramente tecnico l'operazione non solleva problemi - ha detto Jordan, secondo la versione scritta del suo discorso. Ma la scelta del momento ottimale per attuarla è una grande sfida: i modelli e gli indicatori a disposizione non sono infatti di grande aiuto, visto il carattere unico e storico della crisi congiunturale e finanziaria. La Banca nazionale perseguirà l'obiettivo di assicurare la stabilità dei prezzi sul lungo periodo. Anche in caso di correttivi impopolari l'istituto mostrerà fermezza e non si lascerà influenzare dalle pressioni politiche. ATS
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