
La Banca nazionale svizzera (BNS) non modifica il corso della sua politica monetaria e conferma la soglia minima di cambio con l'euro a 1,20 franchi. L'istituto di emissione ha ribadito oggi di essere disposto ad acquistare divise in misura illimitata per fare rispettare questo livello. Il tasso d'interesse di riferimento rimane quindi invariato. L'istituto di emissione ha comunicato oggi che mantiene la fascia di fluttuazione del Libor a tre mesi allo 0,0-0,25%. "Un nuovo apprezzamento del franco avrebbe gravi conseguenze sull'evoluzione dei prezzi e dell'economia in Svizzera", ha affermato oggi a Berna Thomas Jordan, presidente della direzione della BNS, aggiungendo che non lo tollererà. In caso di necessità l'istituto è disposto a prendere ulteriori provvedimenti. Per quanto riguarda l'economia del Paese, i vertici della banca si attendono un netto rallentamento per il resto dell'anno. Solo grazie "all'evoluzione sorprendentemente robusta nel quarto trimestre 2011 e nel primo trimestre 2012, la Banca nazionale si aspetta ora per l'anno corrente un tasso di crescita di circa l'1,5%", contro l'1% indicato in marzo. Quanto al Credit Suisse e UBS, la BNS riconosce che le due grandi banche hanno fatto progressi, ma giudica che i loro fondi propri in grado di assorbire perdite restino al di sotto del livello che permetterebbe di assicurare una sufficiente capacità di resistenza. Questo soprattutto nell'ipotesi sfavorevole di un nuovo forte aggravamento della crisi del debito e di una profonda recessione nella zona euro. Visto il ruolo dei due istituti bancari nell'economia elvetica, la BNS ritiene che un nuovo rafforzamento della loro capacità di resistenza sia indispensabile. A fine marzo 2012, i tassi dei capitali ponderati in funzione dei rischi, calcolati sulla base dei fondi propri in grado di assorbire le perdite e degli attivi a rischio conformemente a Basilea III nonché alla regolamentazione elvetica sulle banche troppo grandi per fallire, ammontavano a 5,9% per Credit Suisse e a 7,5% per UBS. ATS
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