
Nel 2015 le imprese svizzere hanno investito 100 miliardi di franchi all'estero. L'anno prima avevano "rimpatriato" 1 miliardo. La differenza è dovuta a società finanziarie e holding, che spesso operano con fluttuazioni consistenti, dovute a ristrutturazioni. Questo ramo dei servizi ha generato oltre la metà degli investimenti: 54 miliardi di franchi, contro i 3 miliardi del 2014, precisa la Banca nazionale svizzera (BNS) in un comunicato odierno. Le imprese commerciali hanno investito per 27 miliardi di franchi, sostanzialmente concedendo crediti a società del gruppo. Per l'industria l'impegno è stato di 2 miliardi, principalmente reinvestendo all'estero i profitti delle loro filiali. A livello geografico le società elvetiche hanno investito ben 77 miliardi di franchi in Europa, soprattutto nei paesi dell'UE che ospitano numerose holding (Irlanda, Paesi Bassi e Lussemburgo), ma anche in Francia. Consistenti capitali sono fluiti anche in Australia, Nordamerica e Africa, mentre disinvestimenti sono stati attuati in America centrale e meridionale. Alla fine del 2015, l'ammontare totale degli investimenti diretti elvetici all'estero raggiungeva 1121 miliardi di franchi, in crescita di 47 miliardi (+4%). Anche in questo caso la fetta più importante, 393 miliardi, è detenuta da società finanziarie e holding. Segue il settore della chimica e della plastica con 169 miliardi. Per quanto riguarda i proventi degli investimenti diretti all'estero, la BNS riferisce che su un anno sono cresciuti da 83 a 92 miliardi di franchi. Ciò grazie soprattutto a società finanziarie, mentre per quelle industriali il reddito da capitale è rimasto a livello dell'anno precedente (quando era raddoppiato). La Svizzera è quindi tra i dieci maggiori investitori diretti a livello mondiale. Nel senso inverso, nel 2015 le aziende non residenti in Svizzera hanno investito nella confederazione per 68 miliardi di franchi, contro gli 8 miliardi del 2014. Anche in questo caso la stragrande parte degli investimenti, 44 miliardi, è stata attuata da società finanziarie. Sono poi stati "iniettati" 13 miliardi di capitali esteri sia nell'industria che nel commercio elvetici. L'ammontare totale degli investimenti è cresciuto di 62 miliardi a 833 miliardi di franchi (+3%), detenuti soprattutto da investitori residenti nell'Unione Europea e negli Stati Uniti. Il reddito generato dalle filiali di aziende estere è stato di 61 miliardi, contro i 67 di fine 2014: una contrazione legata essenzialmente al settore dei servizi (società finanziarie, holding e banche). La Banca nazionale segnala inoltre un incremento del 3% degli effettivi nelle filiali svizzere all'estero: lo scorso anno erano impiegate 2'015'000 persone, di cui 853'000 in Europa (42%) e 538'000 in Asia (27%). Nell'altro senso, le società estere davano lavoro e 457'000 persone in Svizzera, ossia circa il 9% degli effettivi dell'industria e dei servizi. Le aziende estere nella confederazione erano 11'600: oltre il 2% di quelle dell'industria e dei servizi.
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