
Il gruppo energetico Axpo ha registrato nell'esercizio 2007/08 un forte calo degli utili e del fatturato. Il giro d'affari è sceso del 17,5% a 7,599 miliardi, mentre l'utile netto è regredito del 30,2% a 1,003 miliardi di franchi. Senza tener conto dei fattori straordinari, il risultato netto è salito del 9% a 888 milioni, ha comunicato oggi la società. L'utile operativo Ebit è dal canto suo calato del 7,1% a 1,178 miliardi di franchi. La riduzione del volume d'affari è dovuta principalmente al passaggio dalla negoziazione di energia, contabilizzata in cifre lorde, al commercio con contratti finanziari a scadenza standard, spiega l'Axpo. Ciò si riflette anche sulle spese d'approvvigionamento. Per contro l'aumento dei prezzi sui mercati internazionali, dei costi per l'acquisto di energia nucleare francese e l'evoluzione negativa del Fondo federale di disattivazione di smaltimento si sono tradotti in un aumento degli oneri. Ragion per cui l'utile operativo è risultato in calo. Quanto all'esercizio corrente, Axpo parla di segnali negativi e rinuncia a fare pronostici concreti, limitandosi ad indicare che sarà difficile ripetere i risultati del 2007/08. L'anno fiscale chiuso a fine settembre è stato caratterizzato dalla prevista apertura del mercato e dall'aumento dei prezzi dell'elettricità, osserva il gruppo in una nota, aggiungendo di avere realizzato un ottimo risultato all'estero, sostenuto dalle attività di negoziazione. In Svizzera il risultato è ritentuto soddisfacente, visto il contesto finanziario. Le tariffe preannunciate lo scorso maggio da Swissgrid SA per l'utilizzo della rete, entrate in vigore il primo gennaio 2009, le conseguenze del cambiamento del sistema nella rete di distribuzione e la rimunerazione a copertura dei costi (RIC) per l'energia generata da fonti rinnovabili nonché l'aumento dei costi di produzione e di acquisto della corrente elettrica hanno comportato in molti luoghi un aumento netto del prezzo dell'elettricità, osserva l'Axpo. Si saprà solo fra alcuni mesi in che misura i provvedimenti del Consiglio federale e le decisioni prese dalla Commissione federale dell'elettricità (ElCom) influenzeranno la struttura dei prezzi, ma si può prevedere già fin d'ora che le filiali dell'Axpo "dovranno farsi carico di una parte considerevole dei costi generati dalla regolazione dello sfruttamento della rete", scrive il gruppo nella nota. Il gruppo comprende la Società elettrica della Svizzera centrale (CKW), la Società elettrica del nord-est (NOK) e quella di Laufenburg (EGL) e fornisce corrente a circa 3 milioni di persone. Nella sua zona di rifornimento, il gruppo nel periodo in esame ha accresciuto le vendite di energia del 4,9% a 19'846 GWh. La progressione è attribuita alla situazione economica favorevole a inizio esercizio, alle condizioni climatiche, all'aumento della clientela e a un maggior numero di giorni lavorativi. Lo sfruttamento delle centrali nuclari senza interruzioni tecniche ha permesso un "livello eccellente" di produzione, osserva il gruppo. L'energia generata da tali unità è sì diminuita del 2%, rispetto all'esercizio precedente, ma è supera la media degli ultimi anni. La produzione idraulica è salita del 3% da un anno all'altro, ma non ha raggiunto la media degli anni precedenti a causa delle condizioni climatiche. Axpo rammenta che le sue filiali lo scorso 4 dicembre hanno presentato all'Ufficio federale dell'energia una domanda di autorizzazione per la realizzazione di due nuove centrali nucleari sui siti di Beznau (AG) e Mühleberg (BE). Nel campo delle nuove energie il gruppo indica di avere investito 500 milioni di franchi dal 2006. Entro il 2030 prevede ulteriori investimenti in tale settore per 3 miliardi di franchi. ATS
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