
L'amministrazione Obama accelera sulla riduzione dei consumi delle auto e alza il velo su un piano, articolato in cinque anni, che pone come obiettivo quello di introdurre sul mercato veicoli in grado di percorre con un gallone di benzina (circa 3,8 litri) 35,5 miglia (circa 57,1 chilometri) entro il 2016, cioè quattro anni prima di quanto previsto dalla norme vigenti. La proposta sarà presentata dal presidente Barack Obama oggi, intorno alle 18:15 ora italiana. All'annuncio dovrebbero essere presenti anche il presidente del United Auto Worker (UAW) Ron Gettelfinger e l'amministratore delegato di General Motors Fritz Henderson, che ha già espresso il "proprio impegno e sostegno all'inizitiva, che dà maggiori certezze per lo sviluppo dei prodotti". Plaude alla proposta anche Chrysler, che prevede l'introduzione di vari modelli di veicoli elettrici entro il 2013. L'amministrazione - secondo indiscrezioni - avrebbe lavorato per presentare il piano prima di un'eventuale bancarotta di GM ma anche prima che la partnership Fiat-Chrysler diventi operativa, volendo puntare a dare certezze normative in grado di rendere più agevole i piani di sviluppo prodotti. Secondo alcuni osservatori, comunque, i nuovi standard rischiano di peggiorare la situazione della case automobilistiche americane, che per molto tempo hanno rimandato investimenti in tecnologie pulite. La proposta Obama - ha spiegato un rappresentante dell'amministrazione - si articola fra il 2012 e il 2016 e consentirà, se adottato, di risparmiare 1,8 miliardi di barili di petrolio e di ridurre a ridurre di 900 tonnellate le emissioni di gas serra nel corso della durata di vita del veicolo. La proposta seguirà il normale iter legislativo e se entrerà in vigore fisserà per il 2016 a 39 miglia per gallone i consumi di auto e a 30 miglia per gallone quelli dei camion. L'attuale normativa fissa a un tetto di 27,5 miglia le auto e di 23 miglia per i camion. Per l'industria automobilistica i costi per rispettare i nuovi standard sarebbero elevati, pari a 1300 dollari in più a veicolo. In particolare i tetti di Obama fanno salire il costo di 600 dollari, che vanno ad aggiungersi ai 700 previsti per il rispetto della normativa in vigore. Il Dipartimento dei Trasporti la scorsa estate aveva stimato che per raggiungere le 31,6 miglia per gallone nel 2015 l'industria delle quattro ruote si sarebbe trovata ad affrontare costi aggiuntivi per 46,7 miliardi di dollari. Le case automobilistiche americane e straniere appoggerebbero - secondo indiscrezioni - la proposta Obama, alla quale l'amministrazione ha lavorato a stretto contatto con i costruttori. Il piano, infatti, darebbe maggiore certezza e fisserebbe uno standard nazionale da rispettare, mettendo così fine al contenzioso fra i singoli stati americani. Ma se da un lato la proposta introduce certezze normative, dall'altro non si traduce necessariamente in un cambio di approccio e in un'accettazione delle nuove tecnologie da parte dei consumatori. Le case automobilistiche attendono quindi l'esito della proposta e soprattutto maggiori informazioni su come saranno applicati i nuovi standard, se dovessero entrare in vigore, e che tipo di assistenza verrebbe fornita ai costruttori. "Se la benzina è economica, ci si troverà in una situazione in cui non c'è convergenza fra i veicoli disponibili sul mercato e quello che i consumatori vogliono", spiega l'amministratore delegato di AutoNation, Mike Jackson. Il calo dei prezzi della benzina la scorsa estate ha restituito vita alle vendite di sport-utility vehicle, che il mese scorso rappresentavano il 4,4% delle vendite totali sul mercato americano, contro il 3,8% dell'aprile 2008. L'amministrazione Obama, che non è intenzionata ad aumentare le tasse sui carburanti, si augura che le case automobilistiche riescano a vendere vetture più pulite senza contare su incentivi o sgravi fiscali. ATS
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