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Economia
Auto: governo Usa costringe Wagoner ad addio GM, Henderson nuovo ad
Redazione
17 anni fa

L'amministratore delegato di General Motors, Rick Wagoner, lascia il timone della società su richiesta della Casa Bianca: come precondizione per la concessione di nuovi aiuti in favore del colosso di Detroit, l'amministrazione Obama ha chiesto e ottenuto la testa di Wagoner, che dice addio dopo otto anni come amministratore delegato e un'intera carriera (dal 1977) spesa in Gm. L'azienda ha nel frattempo confermato l'uscita imminente di Wagoner, precisando che il suo successore sarà l'attuale chief operating officer Fritz Henderson. Costringendo Wagoner a dire addio a Gm il governo americano compie uno degli inverteventi più pesanti nel settore privato da quando è scoppiata la crisi economica. A Wagoner sarebbe stata comunicata la necessità di una sua uscita venerdì scorso dal top advisor della task force designata per la ristrutturazione di Detroit Steven Rattner. Intanto la task force designata dall'amministrazione Obama per supervisionare la ristrutturazione di Detroit ha fatto sapere che concede 60 giorni a Gm per presentare un nuovo piano di taglio dei costi e assicura che l'amministrazione fornirà le risorse necessarie per consentirle di continuare a operare in questo arco di tempo. Nei prossimi mesi parte del consiglio di amministrazione di Gm sarà sostituito, ha aggiunto la task force. Oggi l'amministrazione svelerà piano di salvataggio di Detroit, che dovrebbe prevedere la concessione di nuovi aiuti ma in cambio di più drastiche misure di ristrutturazione: "Per uscire dalla tempesta occorrono i sacrifici di tutti, manager, fornitori, dipendenti, azionisti. Ma i costruttori non hanno ancora fatto abbastanza. Quello che vogliamo far capire è che vogliamo un'industria automobilistica di successo. Ma deve essere realisticamente disegnata per affrontare la tempesta in atto e uscirne più competitiva di quanto non lo sia ora". La task force dovrebbe raccomandare la concessione di nuovi aiuti a breve termine per Gm e Chrysler, imponendo però condizioni stringenti per ottenere concessioni da sindacati e titolari di bond e fissando nel 30 aprile la nuova scadenza per il raggiungimento di questi accordi. Un'ipotesi bancarotta non sarebbe esclusa come ultima spiaggia oppure la nomina di un chief restructuring officer: agitare lo spettro di un possibile fallimento potrebbe consentire - valutano gli analisti - alle due case automobilistiche di spuntare migliori concessioni. Per la task force la proposta alleanza con la Fiat è l'unica strada per Chrysler per ottenere nuovi aiuti dal governo. L'azienda non può sopravvivere come società 'stand alone', la task force concede perciò alla più piccola delle case automobilistiche di Detroit fino al 30 aprile prossimo per finalizzare l'accordo con la società italiana e per ridurre ulteriormente il proprio debito. La task force afferma che se l'accordo con Fiat andrà in porto, l'amministrazione considererà un prestito da 6 miliardi di dollari in favore di Chrysler. La notizia dell'addio di Wagoner arriva a poche ore dalla caduta di un'altro big dell'industria automobilistica: sull'altra sponda dell'Atlantico Peugeot annuncia l'uscita dell'amministratore delegato Christian Streiff. Gli addii di Wagoner e Streiff seguono il cambio della guardia annunciato in casa Toyota dove, dopo una lunga parentesi di 14 anni, la famiglia Toyoda torna al timone dell'azienda con Aiko Toyoda che assumerà l'incarico di ad da giugno. ATS

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