
Le vendite di veicoli in Giappone cedono ancora e si portando ad aprile a 166'365 unità (-28,6% annuo), ai minimi di sempre in relazione al mese. Secondo i dati dell'Associazione dei rivenditori del Sol Levante (Jada), lo scorso mese - nono consecutivo di frenata - si è registrato il peggior risultato da quando sono partite le rilevazioni nel 1968, il cui mese di aprile aveva avuto vendite pari a 189'360 unità. Il -28,6%, che esclude le mini-auto con meno di 660 cc, è il secondo calo più pesante riferito ad aprile, alle spalle del crollo del 1974, nel pieno dello choc petrolifero. "Le condizioni del mercato si fanno sempre più dure", ha commentato Takesho Fushimi, direttore di Jada. "Gli incentivi fiscali per l'acquisto di auto ecologiche - ha aggiunto - non hanno compensato il calo della domanda". Ad eccezione di Honda (+4% a 32.387 vetture), tutti gli altri principali produttori di vertice hanno segnato pesanti flessioni come nel caso di Toyota (-32,5%) e di Nissan (-38,7%). Male anche le mini-auto, le cui vendite sono diminuite del 13,4%, a 117'670 unità, per quello che è il sesto mese di calo consecutivo. ATS
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