
Il nostro segreto bancario non si tocca: lo affermano oggi i principali partiti austriaci, ad eccezione dei Verdi, in relazione alla soppressione del segreto bancario elvetico per centinaia di clienti americani dell'UBS sospettati nel loro paese di frode fiscale. "Il segreto bancario austriaco non serve a proteggere chi ha commesso un delitto o un crimine", ha dichiarato in un'intervista alla radio Ö1 l'esperto economico della SPÖ Christoph Matznetter. "Pertanto lo difenderemo coi denti", ha aggiunto l'esponente socialdemocratico. Anche il portavoce finanziario della ÖVP Günter Stummvoll si è espresso in favore del segreto bancario: "lo difenderemo finché potremo", ha dichiarato il rappresentante dei popolari, dicendosi ottimista sulle possibilità di salvaguardarlo. "L'Austria deve preservare il segreto bancario perché è in gioco molto denaro", ha detto il capo della Lega per il futuro dell'Austria (BZÖ) Josef Bucher, il quale teme un deflusso di soldi in altri paesi. Secondo il partito nazional-liberale, eventuali riforme devono avvenire a livello internazionale. Qualora il segreto bancario austriaco venisse soppresso - ha affermato il portavoce della FPÖ Bernhard Themessl - ciò costituirebbe uno svantaggio rispetto al Belgio e al Lussemburgo, gli altri due paesi dell'Unione europea in cui sussiste un segreto bancario piuttosto simile a quello elvetico. In quest'ottica all'inizio di febbraio la Commissione dell'Ue aveva peraltro proposto una limitazione del segreto bancario per agevolare le richieste di assistenza giudiziaria tra paesi membri nei casi che riguardano i conti di clienti stranieri sospettati di frode fiscale. In Austria soltanto i Verdi auspicano una modifica in tal senso del segreto bancario: secondo il portavoce Werner Kogler, tale garanzia di protezione dei dati bancari dei clienti favorisce il traffico di esseri umani, di droga, di armi e costituisce un invito per chi aggira il fisco. ATS
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