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Economia
Arriva 'Rubik', l'imposta salva-segreto
Redazione
17 anni fa
Nella giornata dei banchieri si è parlato di crisi - non ancora superata - e del modello di imposizione alla fonte 'Rubik'

La crisi finanziaria non è ancora superata: lo sostiene l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), che in occasione della sua giornata annuale sottolinea come permangano difficoltà sul fronte del credito e dell'impiego: quest'anno il personale del ramo diminuirà del 2%, soprattutto a causa dei tagli praticati dai grandi istituti. Il presidente uscente dell'ASB Pierre Mirabaud ha intanto invitato il mondo politico a sospendere le critiche "ingiustificate", spronando la Svizzera a mostrarsi cosciente della propria forza. L'ASB ha inoltre presentato ufficialmente la sua proposta di prelievo delle imposte su conti di stranieri.In generale secondo l'ASB le prospettive per l'insieme del settore non sono ancora rallegranti. In seguito alla crisi economica numerosi crediti potrebbero diventare inesigibili e i margini non miglioreranno quindi rapidamente. Lievemente più rosea è però la situazione nella gestione patrimoniale e nelle attività di negoziazione, grazie alla maggiore fiducia mostrata negli ultimi tempi dagli investitori. Nel settore delle banche d'affari i rischi sono stati ridotti, ma nei bilanci continuano a trovarsi anche posizioni problematiche.Le difficoltà attuali hanno ripercussioni anche sull'impiego. Nel solo primo semestre gli effettivi sono calati dell'1,7% a 105'230 dipendenti, rivela un sondaggio pubblicato oggi dall'associazione. L'anno scorso gli impiegati erano per contro aumentati dell'1,2%, soprattutto grazie agli istituti privati (+10,7%) e alle Reiffeisen (+6,3%), mentre le grandi banche (-2,6%) erano state colpite in pieno dalla burrasca. L'ASB ritiene che il trend tracciato nel 2008 continui anche quest'anno: le grandi società prevedono di tagliare posti di lavoro, mentre quelle piccole e medie mirano ad ampliare gli effettivi.L'odierna giornata è stata anche l'occasione per il presidente Mirabaud di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, distribuendo critiche a destra e a manca. Esprimendosi a Zurigo - prima di spostarsi a Ginevra, dove ha rimesso ufficialmente il mandato al suo successore, il 54enne Patrick Odier - il 61enne ginevrino ha stigmatizzato la "caccia al banchiere" praticata nell'ultimo anno e mezzo: il crollo dell'americana Lehman Brothers e la vicenda Madoff hanno rovinato l'immagine degli istituti a livello mondiale, mentre le discussioni sul segreto bancario hanno danneggiato la piazza finanziaria svizzera.Il banchiere privato ha sottolineato di non voler difendere gli eccessi che hanno portato alla crisi, bensì la professionalità dei molti dipendenti svizzeri degli istituti. Basta con le critiche globali e ingiustificate, quindi: tanto più che le banche svolgono un ruolo economico essenziale e contribuiscono al benessere del paese, ha osservato.Mirabaud non ha peraltro risparmiato le frecciate ai connazionali. "In Svizzera pensiamo in modo eccessivamente negativo", ha affermato. Il paese reagisce in modo troppo sensibile alle critiche dall'estero: una nazione che fa parte delle venti principali economie del mondo, che ha la settima piazza finanziaria e che è numero uno nella gestione patrimoniale ha tutte le ragioni per mostrare una sana autostima.Il banchiere se l'è poi presa con i consiglieri federali, senza peraltro nominarli, criticando una politica estera oggi condotta a troppe voci: secondo Mirabaud superare la linea di demarcazione fra le due Coree è un buon colpo mediatico, visitare l'Africa nera mette a posto la coscienza e recarsi nei mari del sud ha indiscutibilmente un'attrattiva turistica, ma Berna deve tornare a posizionarsi meglio "là dove questo conta", vale a dire a Berlino, Parigi, Londra e Washington.Mirabaud ha anche messo in guardia lo stato dall'intervenire troppo incisivamente nel settore bancario. A suo avviso la Svizzera ha bisogno delle grandi banche: il problema non è la loro grandezza, bensì le attività di investment banking. Certo qualcosa deve cambiare: ma "occorre correggere accuratamente con lo scalp

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