
Indebolito dal rifiuto delle autorità statunitensi di omologare il suo antibiotico Iclaprim, il gruppo biotecnologico basilese Arpida intende unirsi con un'altra società renana, la Evolva. Quest'ultima è tra l'altro finanziata da Novartis. I due gruppi ritengono che una fusione porterebbe buone prospettive di crescita, indica una nota congiunta diffusa oggi. L'impresa che nascerà dall'aggregazione si chiamerà Evolva e si concentrerà sullo sviluppo di farmaci per malattie per le quali non esistono ancora terapie soddisfacenti, scrivono le due imprese. La fusione, che non dovrebbe avere effetti sul personale, offre buone chance di crescita. "Dopo trattative con diverse parti interessate il consiglio d'amministrazione e la direzione di Arpida sono giunti alla conclusione che l'unione con Evolva sia l'opzione più promettente", afferma il presidente dell'organo di sorveglianza André Lamotte, citato nella nota. In seguito alla decisione negativa sull'Iclaprim, a fine 2008 la Arpida con sede a Reinach (BL), quotata in Borsa, aveva sospeso la ricerca e l'ampliamento delle sue attività commerciali. Aveva inoltre ridotto sensibilmente gli effettivi: dei 78 dipendenti che la società contava a fine anno, a metà agosto solo sei avevano ancora un contratto. Per il momento non è chiaro se la ricerca sull'Iclaprim verrà proseguita. La decisione sarà presa solo dopo l'attesa raccomandazione del Comitato europeo per i prodotti medicinali per uso umano (CHMP), ma comunque prima della fusione con la Evolva di Allschwil (BL). Quest'ultima sta svolgendo ricerche su medicamenti contro malattie al reni, trombosi arteriose, infezioni fungine e l'ebola. L'aggregazione dovrebbe essere conclusa a inizio dicembre. Precedentemente la Evolva, che conta 75 dipendenti a livello mondiale ed è controllata da investitori di capitali a rischio (Novartis Venture, Aravis, Sunstone capital e Dansk Innovationsinvestering), aumenterà il capitale proprio. I futuri azionisti della Evolva dovrebbero detenere due terzi e quelli della Arpida un terzo delle quote della nuova società. Ai primi sarà vietato cedere i propri titoli per un periodo di dodici mesi. Per la Evolva l'operazione è vantaggiosa perché ottiene accesso ai mercati dei capitali, un passo importante per la crescita della nuova società, afferma il presidente della direzione Neil Goldsmith nella nota. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

