
Il ministro argentino del Tesoro, Alfonso Prat-Gay, si è dimesso oggi dal suo incarico, su richiesta del presidente Mauricio Macri, "per questioni di divergenza politica". Lo ha annunciato il capo del gabinetto presidenziale, Marcos Pena, in una conferenza stampa. "Il presidente gli ha chiesto le dimissioni, per questioni di divergenze politiche. Non si tratta di dissensi all'interno del governo, bensì del modo in cui si deve organizzare il lavoro all'interno del gabinetto", ha detto Pena, che ha sottolineato come durante i 12 mesi della sua gestione Prat-Gay "ha ottenuto ottimi risultati, come l'abolizione delle restrizioni valutarie, la normalizzazione dei rapporti internazionali, l'uscita dal default sul debito estero, la riforma dell'Irpef (l'imposta sul reddito delle persone fisiche, ndr) e l'amnistia fiscale". È da giorni che a Buenos Aires si rincorrevano le voci di una possibile sostituzione di Prat-Gay: un anno dopo l'arrivo di Macri alla Casa Rosada - dopo un decennio di kirchnerismo - le riforme economiche del suo governo non sono riuscite a domare l'inflazione e rilanciare la produzione industriale e il consumo interno. A questi risultati deludenti si è aggiunta anche una costante polemica fra Prat-Gay e il responsabile della Banca Centrale argentina, Federico Sturzenegger, sulla gestione dei tipi di interesse sui titoli pubblici (Lebac) e la loro influenza sulle prospettive inflazionarie. Pena ha precisato che il dicastero sarà ora diviso in due: il Tesoro sarà affidato a Nicolas Dujovne e le Finanze andranno all'attuale segretario responsabile del settore, Luis Caputo.
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