
Il ministro del Tesoro argentino, Nicolas Dujovne, ha ammesso che nel suo Paese "ci sarà un po' meno crescita e un po' più di inflazione del previsto, a causa della volatilità esistente nei mercati finanziari da qualche settimana, che ha colpito duramente il peso". Dujovne ha ammesso le difficoltà che affronta il governo di Mauricio Macri mentre l'impennata del dollaro continua a crescere a Buenos Aires, malgrado l'intervento effettuato ieri dalla Banca Centrale argentina, come misura disperata per tentare di raffreddare il prezzo del biglietto verde. Il dollaro ha segnato un nuovo record storico ieri, raggiungendo i 25,51 pesos, con una crescita del 7,5% in sole 24 ore, la più forte da quando Macri ha eliminato il controllo del mercato cambiario, alla fine del 2015.
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