
E' un appello per "un riequilibrio" dell'economia mondiale quello lanciato al vertice dei capi di Stato e di governo dei 21 Paesi del Forum economico Asia-Pacifico (Apec) in corso a Singapore e dove oggi è atteso il presidente americano Barack Obama. E ad Obama si rivolgono i 21 membri dell'Apec, che insieme contano per il 40 per cento del commercio mondiale, affinché gli Stati Uniti mostrino la loro capacità di leadership anche nell'evitare la trappola del protezionismo. Tra i più critici verso Washington il presidente messicano Felipe Calderon che ha accusato gli Stati Uniti di andare nella posizione opposta a quella auspicata, ossia "nel senso opposto al libero scambio". A Singapore ha parlato anche il presidente russo Dimitri Medvedev che ha promesso che, dopo l'uscita dalla crisi, verranno eliminate le misure protezionistiche adottate dalla Russia, in particolare nel settore automobilistico. "La Russia è perfettamente consapevole degli effetti nefasti del protezionismo, soprattutto in periodo di crisi. Per questo voglio sottolineare che le misure protezionistiche prese nel periodo di crisi sono di breve durata e saranno revocate alla fine della crisi stessa", ha ha detto. La crisi globale in primo piano, a Singapore viaggia parallelamente alla diplomazia: a margine del vertice si sono già incontrati il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il ministro degli Esteri cinese Yang Jiechi. Al centro dei colloqui i cambiamenti climatici, la Corea del Nord e l'Iran. ATS
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