
Alpiq continua a soffrire per l'evoluzione sfavorevole dei mercati dell'elettricità in Europa. Il gruppo con sede a Neuchâtel, nato dalla fusione di Atel e EOS, ha registrato nei primi nove mesi del 2010 un utile netto in calo del 15%, a 421 milioni di franchi. L'utile operativo Ebit ha subito un calo del 12% a 689 milioni di franchi. Il fatturato si è contratto del 2% a 10,52 miliardi. Il gruppo presente in 31 paesi considera che la performance non corrisponde alle attese, ciononostante la giudica soddisfacente considerate le circostanze. A pesare sui risultati sono stati in particolare il calo dei prezzi dell'elettricità, un minore consumo soprattutto in Italia e la debolezza dell'euro. Per il quarto trimestre Alpiq non prevede miglioramenti, ma grazie a misure mirate per ridurre i costi la flessione dei risultati dovrebbe appiattirsi. Tra gennaio e settembre si sono sviluppate in modo positivo le attività del segmento Energia in Svizzera, tra l'altro grazie alla rimessa in funzione in gennaio della centrale a bacino di Bieudron (Cleuson-Dixence), afferma Alpiq. Un'evoluzione favorevole si è avuta anche per gli affari di distribuzione e commercio all'ingrosso e gli impianti nell'Europa centrale. ATS
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