
Il rischio povertà e di esclusione sociale mette a dura prova la vita quotidiana di quasi un quarto dei cittadini europei: in Europa erano 120 milioni a trovarsi sulla soglia di povertà nel 2011, in crescita rispetto agli anni precedenti, come dimostrano i dati pubblicati oggi dall'Ufficio statistico dell'Ue (Eurostat). Una tendenza che rischia di persistere ancora. E proprio oggi, al vertice italo-francese tra il premier Mario Monti e il presidente Francois Hollande, i due Paesi hanno indicato la loro "determinazione a difendere una nuova ambizione sociale per l'Europa" attraverso "un'azione determinata a ridurre la povertà e l'esclusione sociale, per assicurare un elevato livello di protezione sociale per tutti". La fotografia che emerge dai dati Eurostat appare per molti versi in contraddizione con le richieste di tagli al bilancio Ue 2014-2020. Tagli che si abbattono come una scure proprio sugli investimenti per la coesione e sui fondi di solidarietà per chi ha perso il lavoro. Si tratta, di persone sole o famiglie in cui gli adulti lavorano saltuariamente, con un reddito pari o inferiore al 60% a quello di una persona adulta in situazione equivalente. Persone che non sono in grado di pagare l'affitto o le fatture per le spese correnti, ma che non possono neppure riscaldare correttamente la loro abitazione, o ancora affrontare spese impreviste, o mangiare carne o pesca a sufficienza. ATS
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