
Rabbia e tensione alla ripresa delle trattative con i sindacati per il piano di salvataggio di Alitalia. E non solo da parte dei lavoratori della compagnia di bandiera, che hanno organizzato presidi e proteste davanti al Ministero e all'aeroporto di Fiumicino, culminate nella contestazione al leader del sindacato Cisl Raffaele Bonanni; ma anche per i viaggiatori in partenza e in arrivo allo scalo romano, che hanno dovuto subire cancellazioni e ritardi nei voli e nella consegna dei bagagli. Mentre dentro i palazzi si trattava per decidere il futuro della compagnia di bandiera italiana, fuori i lavoratori protestavano per chiedere ai rappresentanti sindacali di non firmare il piano e in particolare il contratto che Cai ha predisposto per gli 11.500 dipendenti di Alitalia ed AirOne, che dovrebbero passare alla nuova Alitalia. Fin dal primo mattino i lavoratori hanno allestito un presidio davanti alla sede del Ministero del Lavoro di via Flavia, dove è ripreso il tavolo di confronto. Una protesta animata dalla distribuzione di volantini-necrologio che annunciavano la morte, oggi 11 settembre, dell'azienda e dall'esibizione del cappio al collo con la scritta "Questa è la vera cordata italiana", oltre che da slogan ("Non si firma, non si firma") anche contro il governo ("Berlusconi a casa", "dimissioni del governo"). Il clima di protesta si è surriscaldato all'arrivo alla sede del ministero del leader della Cisl Raffale Bonanni, che è stato duramente contestato: i dipendenti di Alitalia lo hanno infatti accolto con fischi, al grido "Buffone Buffone, da qui non uscirai". Il presidio dei dipendenti, cui hanno partecipato anche diverse famiglie con bambini, si è moltiplicato di ora in ora, in particolare dopo l'arrivo da Napoli di circa 500 lavoratori delle attività di manutenzione pesante Atitech e di altri servizi. A controllare la zona un presidio di carabinieri e polizia, con i quali c'é stato anche qualche momento di tensione, che però si è limitato a un duro faccia a faccia senza tafferugli. Clima di protesta anche a Fiumicino, dove i lavoratori di Alitalia Airport e di Eas si sono riunite in assemblea e hanno improvvisato un piccolo corteo, creando disagi alla viabilità esterna all'aeroporto. Vittime della protesta sono stati i passeggeri in transito nello scalo romano: l'assemblea ha infatti provocato ritardi di mezz'ora e anche un'ora nella partenza di alcuni voli delle compagnie Alitalia e Air One; si sono inoltre formate lunghe file davanti ai banchi di accettazione della compagnia di bandiera, mentre i viaggiatori in attesa dei bagagli hanno dovuto aspettare anche fino a 40 minuti prima di poter riprendere le proprie valigie. ATS
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