
Da lunedì alcuni aerei dell'Alitalia rischiano di rimanere a terra per mancanza di carburante e scatterà la cassa d'integrazione per 34 equipaggi: lo ha annunciato il commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, che dopodomani chiederà l'estensione del commissariamento a tutto il gruppo. Intanto i sindacati hanno fatto sapere che attendono una convocazione da parte del governo per sbloccare la vertenza e chiedono un intervento diretto del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Nell'incontro con i sindacati, Fantozzi "ha assicurato la massima attenzione per garantire, finché possibile, la normalità dei voli". In una nota diffusa oggi, Fantozzi ha comunicato "l'aggravarsi della situazione finanziaria, a causa di ostacoli, difficoltà e delle richieste dei fornitori, nell'assicurare gli ordinari servizi occorrenti per l'attività di volo." Il problema di rifornimento di carburante per Alitalia "è limitato al territorio italiano da parte della società Eni", afferma una nota nota delle nove sigle sindacali presenti in Alitalia dopo avere incontrato il commissario straordinario. Le organizzazioni "smentiscono fermamente le notizie di stampa che ipotizzano il fermo dei voli Alitalia a partire dal prossimo lunedì. Durante la riunione - spiegano i sindacati - il commissario non ha dato alcuna comunicazione inerente un possibile blocco dell'attività ma ha parlato di generici problemi con le forniture proprie di questi difficili periodi, ivi inclusi quelle relative al carburante". Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha criticato il "comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti" sotto "la forte influenza della sinistra" che vorrebbe "dare smacco al governo". Se Alitalia fosse costretta a "portare i libri in tribunale" sarebbe un "disastro arrecato a tutto il Paese" che "spero non accada", ha detto Berlusconi. Il leader dell'opposizione Walter Veltroni ha dal canto suo criticato il piano elaborato dal governo "che accolla tutte le passività della compagnia di bandiera sui contribuenti e massimizza gli esuberi", oltretutto con uno "stravolgimento delle regole" in favore di imprenditori privati. "I sindacati - ha proseguito - hanno sbagliato a dire di no ad Air France, ma a questo punto fanno bene a tutelare i diritti dei lavoratori". "Io spero - ha proseguito Veltroni - che il governo chiuda questa vicenda rapidamente e in modo rispettoso dei diritti dei lavoratori. Altrimenti riapra le procedure, perché ci sono delle condizioni nuove. Prima non si sapeva che i debiti sarebbero stati accollati sui contribuenti, e a queste condizioni altri soggetti internazionali potrebbero essere interessati e potrebbero farsi avanti". ATS
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