
Nella disciplina "mangiare la pasta" gli svizzeri sono vicecampioni europei, secondi solo agli italiani: l'anno scorso ogni abitante della Confederazione ha consumato in media 9,66 chili di spaghetti, penne, fusilli e via elencando. Rispetto all'anno precedente vi è stata una progressione di 160 grammi, ma il dato è ancora inferiore al record di 10,06 chilogrammi realizzato nel 2005, informa oggi Swiss Pasta, l'organizzazione elvetica dei produttori. In Svizzera le sette industrie alimentari produttrici hanno venduto 49'519 tonnellate, il 2,7% in più del 2007. A queste si aggiungono però 31'438 tonnellate importate (+5,6%). Tolte le esportazioni elvetiche (6506 tonnellate, +13,7%), il consumo del paese raggiunge le 74'451 tonnellate. L'anno scorso il prezzo delle materie prime è rincarato in un modo mai visto in precedenza, osserva Swiss Pasta: sul mercato mondiale il prezzo del grano duro è più che triplicato fra la metà del 2007 e il giungo 2008. Grazie a contratti di fornitura a lungo termine è stato però possibile limitare gli aumenti sul prodotto finito, spiega l'organizzazione. I produttori svizzeri utilizzano ormai da tempo uova di galline allevate al suolo o in libertà: nel frattempo però è aumentata la domanda perché anche nell'UE sempre più industrie rinunciano alle uova in batteria, ciò che ha portato a un rincaro del 20% anche di questo ingrediente. ATS
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