
Per ottenere affari in Cina JPMorgan ha usato tutti i mezzi a disposizione delle banche, anche alcuni al limite se non al di là della legalità. Ed è finita nel mirino delle autorità americane: un'indagine durata anni, che si chiude un patteggiamento multimilionario. JPMorgan pagherà infatti 264 milioni di dollari per risolvere la disputa con cui è accusata di aver assunto i fili di influenti famiglie cinesi in cambio di favori. Pratiche che, denunciano le autorità, sarebbero diffuse anche ad altre banche di Wall Street, per le quali il patteggiamento di JPMorgan potrebbe fare da modello. La banca guidata da Jamie Dimon, secondo le indagini, avrebbe assunto candidati con molte conoscenze ma non qualificati, che spesso ricoprivano solo ruoli secondari. Con l'aumento delle assunzioni di candidati 'raccomandati', alcuni manager di JPMorgan hanno esplicitamente legato i posti di lavoro o gli stage ad accordi con società cinesi controllate da Pechino. Per essere assunti i candidati dovevano avere ''legami diretti con opportunità di business'', così come alcuni manager della banca descrivevano il processo. Le dure critiche delle autorità si sarebbero potute tradurre in una sanzione più pesante. Ma JPMorgan ha collaborato con le autorità e preso misure per risanare la situazione, imponendo provvedimenti disciplinari nei confronti di decine di persone e assumendo iniziative che hanno spinto sei dipendenti responsabili della cattiva condotta a lasciare. ''Siamo contenti che la nostra cooperazione sia stata riconosciuta. La condotta era inaccettabile. Abbiamo migliorato le nostre pratiche per le assunzioni e rafforzato gli standard di condotta che ci attendiamo dai dipendenti'' afferma la banca. I titoli di JPMorgan reagiscono positivamente all'annuncio dell'accordo, dopo giorni passati sotto pressione con le indiscrezioni sulla possibile nomina dell'amministratore delegato a segretario al Tesoro. Il transtion team del presidente americano eletto Donald Trump e Dimon sarebbero in contatto, ma non è chiaro se Dimon sia intenzionato ad accettare una tale offerta. Dimon si sarebbe detto disponibile ad avere un ruolo di consulenza, senza sbilanciarsi su altro. ''Sarebbe un buon segretario al Tesoro'' ha detto l'amministratore delegato di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein. In corsa per il Tesoro ci sarebbe anche un ex Goldman, Steve Mnuchin.
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