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Un medico nella bufera
Il dottor Roberto Ostinelli di Mendrisio divulga sui social tesi contestate. Un’inchiesta di Ticinonews rivela la preoccupazione di alcuni professionisti del settore e ora le autorità sanitarie si stanno muovendo
di Filippo Suessli

Il Medico cantonale ha chiesto alla Commissione deontologica dell’Ordine dei medici del Canton Ticino di valutare le dichiarazioni di un medico ticinese diffuse attraverso i social network riguardanti la pandemia (inizialmente avevamo, erroneamente scritto che alla Commissione fosse stato chiesto di convocare il medico, errore di cui ci scusiamo con i lettori), ad anticipare la notizia il portale LiberaTv. Le teorie del dottore sono in contrasto con quelle portate avanti dalle autorità e dalla comunità medica svizzera per combattere la pandemia. La svolta, dopo mesi di silenzio sulle controverse uscite, è arrivata negli scorsi giorni in concomitanza con la conclusione di una lunga inchiesta di Ticinonews sul medico internista e integrativo di Mendrisio Roberto Ostinelli. Contattando numerosi membri della comunità medica ticinese, abbiamo cercato di capire se le sue esternazioni e i suoi consigli medici fossero accettabili e sicuri e, in caso contrario, come mai nessuno avesse finora preso dei provvedimenti. A preoccupare è soprattutto il grande seguito social del medico, su Facebook viene letto da 4’400 amici e oltre 1’200 follower. Vi sono poi i numerosi video pubblicati su Youtube e rilanciati da alcuni siti italiani legati alla galassia di chi critica le scelte delle autorità. Attraverso questi canali, Ostinelli ha diffuso messaggi che, secondo alcuni dei nostri interlocutori, sono “un rischio per la salute pubblica”. Ecco perché ne parliamo.

Non troverete nomi
Dire che un medico sta diventando un problema in Ticino è complicato per un giornalista; lo è perché un giornalista non è un medico e lo è perché non è facile trovare qualcuno che punti il dito contro un collega. E così è stato. Durante settimane di lavoro non siamo riusciti a trovare qualcuno che, con nome e cognome, esprimesse quello che i medici ticinesi dicono tra di loro, quello che pensano. Così abbiamo deciso di garantire l’anonimato a sette professionisti, si tratta di medici e dirigenti sanitari riconosciuti a livello nazionale e internazionale, operano in strutture pubbliche e private. Abbiamo poi voluto sentire la voce di Roberto Ostinelli che, nel corso di una lunga telefonata, ci ha spiegato le sue ragioni.

Perché l’anonimato?
In un momento di difficoltà comunicativa come la pandemia del Covid-19, abbiamo nostro malgrado compreso le motivazioni di chi non ha voluto comparire. Sommare altro rumore a un contesto già chiassoso può avere delle controindicazioni, può creare ulteriore confusione. Alcuni hanno voluto tutelare la fiducia riposta in loro dai pazienti. Altri ritengono difficile smontare davanti a un pubblico generalista le tesi portate avanti dal dottor Ostinelli. “Sono informazioni fumose ma passano”, ci ha detto qualcuno, “perché fanno leva più sulla paura che sul dato scientifico. Bisogna rispondere con dati scientifici, che sono complicati. Così alla fine i messaggi pseudo-scientifici restano lì, nel retro-orecchio”. Degli otto professionisti contattati, sette hanno deciso di parlare con noi. Uno solo ha preferito passare: “Chi gli va dietro, anche se ne scrivete, gli andrà ancora dietro”, ci ha detto.

Chi è Roberto Ostinelli?
Roberto Ostinelli è medico in Medicina Interna Generale, si è laureato nel 2002 a Berna, leggiamo sul suo sito web. È affiliato all’Ordine dei medici del Canton Ticino, alla Società svizzera dei Medicina interna generale e alla Società di medicina anti-invecchiamento. È specializzato in Medicina interna generale dal 2008, anno in cui ha iniziato l’attività clinica in proprio dopo un periodo passato presso l’Eoc. Sempre dal suo curriculum si capisce come dal 2008 abbia intrapreso vie terapeutiche alternative. “Lavorando negli ospedali ho capito che la medicina stava sbagliano, quindi ho voluto studiare di più”, ci ha spiegato. Si legge che pratica consulenza in medicina integrativa e bioenergetica, consulenza psico-analitica per remodelling del conflitto-inconscio e che opera anche come ricercatore indipendente e divulgatore scientifico.

Cosa pratica?
Roberto Ostinelli, oltre a essere internista, offre servizi non convenzionali, quali “accompagnamenti terapeutici integrativi e bioenergetici” o “remodeling emotivo e psicoanalitico delle dinamiche inconsce e risoluzione del conflitto”. Particolare spazio è dato alla pratica della biorisonanza. Troviamo infatti “Medicina bioenergetica, Biorisonanza Bicom”, “Terapie frequenziali, Inergetix Core”, “Terapie quantistiche informazionali, Inergetix Core”. La terapia di biorisonanza, che viene riconsociuta da alcune casse malati, prevede l’utilizzo di onde elettromagnetiche per diagnosticare e curare alcuni mali. Usata da molti professionisti svizzeri è riconosciuta come “metodo non scientifico esterno innocuo”, si tratta quindi della medesima categoria della pranoterapia. Il riconoscimento di queste terapie, e il fatto che siano coperte da alcune assicurazioni complementari, è però molto criticato in Svizzera. Secondo la Commissione specialistica della Società svizzera di allergologia e immunologia “la biorisonanza è un’assurdità diagnostica e terapeutica” e rimproverano che “l’assunzione di prestazioni tramite l’assicurazione complementare dovrebbe essere effettuata con la stessa cura della medicina convenzionale, per i servizi medici fatturabili dev’essere data prova di efficacia”.

La sanzione
Sebbene alcuni dei servizi offerti da Roberto Ostinelli, così come da altri, siano criticati in ambito scientifico, restano perfettamente leciti. Più attenzione, va invece data ai consigli offerti ai pazienti e alla diffusione di teorie alternative. Stando a nostre informazioni, il dottor Ostinelli in passato è stato multato dalla Commissione deontologica dell’Ordine dei medici del Canton Ticino per aver diffuso teorie antivacciniste, mille i franchi di multa. Il medico ha ricorso presso la commissione deontologica dell’FMH, opposizione che è stata respinta. Lui stesso, però, ci ha confermato come proseguirà con le possibilità di appello.

Un medico nella bufera

Cosa dice?
Organizzatore di convegni di medicina alternativa negli anni scorsi, Ostinelli è andato negli anni vieppiù profilandosi verso teorie discusse, esprimendo opinioni critiche nei confronti dei vaccini prima, del 5G poi e, infine, durante i mesi della pandemia ha sempre più aspramente criticato le misure messe in atto dal governo ticinese, da quello svizzero e dall’OMS. Nei primi mesi della crisi, infatti, invitava a non avere paura, ad assumere integratori vitaminici e a passare del tempo all’aria aperta. Con il passare dei mesi, però, si è spinto oltre. Così si è rivolto verso le autorità sanitarie: “Dopo aver ucciso pazienti con protocolli sbagliati, instaurato un regime di terrore, affossato economia e relazioni sociali... è meglio che stiate zitti”. Secondo chi, tra i nostri interlocutori, lo conosce personalmente, qualcosa dev’essere cambiato, ma difficile dire cosa. Più di uno, infatti, ce l’ha descritto come “un ottimo medico”.

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“Scriverò al Cantone”
Roberto Ostinelli ci ha confermato di aver alzato i toni nel corso del tempo, ritenendo sempre più sbagliata la strategia adottata dalle autorità sanitarie. “Da settembre a questa parte sono veramente deluso. Non condivido i passi intrapresi in Ticino come in Svizzera nelle ultime settimane. Sono diventato più critico, assolutamente sì”, ci ha detto. E proprio per illustrare le sue perplessità, ha spiegato, sta preparando un documento da inviare alle autorità cantonali, in cui illustra la sua strategia. Documento, ci dice, che sarà sottoscritto anche da altri medici ticinesi. Le critiche di Ostinelli si concentrano, tra le altre cose, sulla pratica dei tamponi: “Io dico, curare non tamponare” e sull’introduzione della vitamina D quale metodo preventivo: “Una concentrazione di vitamina D sopra le 70 nanomoli per litro ha mostrato dare decorsi lievi o modesti in caso di malattia”. L’efficacia della vitamina D e dell’esposizione al sole, che ne favorisce la produzione, ci ha spiegato, sarebbe dimostrata, oltre che da studi scientifici, dal miglioramento della situazione durante l’estate.

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Le accuse ad altri medici
La libertà di espressione vale per tutti, anche per i medici. Per questo Ostinelli ha diritto di esprimere le sue critiche, per forti che siano. Nelle sue scorribande social, però, si trova qualche scivolone per eccesso di aggressività. Uno dei profili preferiti in cui lasciare commenti è quello di Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Moncucco, dove spesso il medico di Mendrisio scrive. “Quelli che gridano ‘al lupo’ da mesi... come te... hanno logorato la gente... siete inutili e dannosi”. Il medico italiano Roberto Burioni, invece, è stato apostrofato come “ignobile criminale”, “burattino dei poteri forti”, “mago”, meritevole di essere “accompagnato nella sua umile cella”, “radiato dall’ordine dei medici” e “allontanato dall’università”. Accuse di essere al soldo delle case farmaceutiche sono state rivolte anche ad altri medici e alla categoria in generale.

La teoria di Qanon?
Vi è poi una recente uscita, non nei confronti di un medico, ma di Joe Biden. Ma cosa c’entra il candidato democratico alla presidenza statunitense? Negli scorsi giorni, quando un utente di Facebook ha pubblicato un articolo sul candidato democratico, Ostinelli se ne è uscito con: “Biden. Pedofilo di merda”. Alla domanda di un’altra utente se fosse vero, il medico ha risposto: “Sì, fa parte della cricca di politici e vip del potere”. Un’affermazione che ci è sembrata rientrare nella cornice della teoria della cospirazione di Qanon, molto diffusa in questo periodo negli Usa e non solo, e che lega la pandemia al 5G, ai vaccini e a una presunta congregazione segreta di pedofili che siedono in posti di potere. Per questo gli abbiamo chiesto il perché di questa uscita. Ostinelli ha smentito di credere in un legame tra queste cose: “Non vedo cosa c’entri”, ci ha detto. In quanto all’esternazione su Biden, ci ha spiegato di aver letto di un’inchiesta in corso su questo tema. Specifichiamo che questa inchiesta non esiste, ma esistono bufale, ampiamente smascherate, che implicherebbero Biden in uno scandalo di pedofilia.

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I consigli pericolosi
Va comunque sottolineato che solo in un’occasione abbiamo ritrovato negli interventi social di Ostinelli riferimenti diretti a questa teoria. Più spesso, invece, sono espresse tesi che mettono in dubbio l’utilità di alcuni metodi di diagnosi o misure di protezione. E, in alcuni casi, il dottor Ostinelli ha espressamente sconsigliato l’utilizzo di strumenti quali la mascherina, la disinfezione delle mani, il tampone per il test Pcr per il Covid-19. Lo ha fatto definendo il virus “modesto e ora innocuo” e la pandemia “con numeri irrisori”. Durante questa inchiesta abbiamo svolto anche un esercizio di fact checking, per il quale ci siamo affidati all’infettivologo Andreas Cerny e alla specialista in microbiologia clinica Beatrice Barda, e che pubblicheremo in seguito. A loro sono state sottoposte alcune dichiarazioni di Ostinelli per verificarne la valenza scientifica. Rispetto al virus “modesto e ora innocuo”, i due medici hanno risposto così: “Ad oggi le morti per COVID-19 risultano essere più di un milione; gli infettati oltre 40 milioni. Sono dati che si commentano da soli”. Per lo più hanno ritenuto le affermazioni e i consigli contenuti nelle dichiarazioni che abbiamo loro sottoposto: senza base scientifica o fuori contesto, irresponsabili soprattutto espressi da un medico, non corrette. Per quanto riguarda la mascherina, Ostinelli ci ha spiegato come siano numerose le controindicazioni, il suo invito a non indossarla, ha detto, risale però all’estate: “Ora la dobbiamo indossare per legge”.

“Pericoloso e preoccupante”
I medici a cui abbiamo chiesto, invece, di valutare la situazione e i possibili rischi per la salute pubblica delle uscite del dottor Ostinelli hanno concordato sui potenziali pericoli dei suoi consigli. “Bisognerebbe spiegare alle persone che non tutto ciò che dice un medico è scientificamente provato”, ci ha detto uno. E ha aggiunto: “Seguire alcune sue indicazioni può essere pericoloso”. Un altro gli fa eco, sottolineando come Ostinelli non sia un caso del tutto isolato nel proporre alternative: “Troviamo dappertutto medici che prendono elementi corretti di microbiologia, chimica o fisica, ma che poi li compongono secondo una loro corrente di pensiero. A quel punto è difficile dimostrare che sbagliano, ma non è dimostrato che sia corretto. Sicuramente partono dal presupposto di non fare del male e, forse, di poter fare del bene. Ma se ti fai prendere troppo la mano, puoi diventare pericoloso”. Poi c’è chi taglia corto: “È preoccupante”. Un altro ancora giudica le dichiarazioni del medico di Mendrisio in questo modo: “Si fa predatore dell’emotività del cittadino, che non ha le competenze per giudicare se l’informazione sia corretta e vera o meno”.

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Cosa si può fare?
Due dei nostri interlocutori, prima di essere da noi contattati e indipendentemente dalla nostra inchiesta, hanno inviato personalmente delle segnalazioni alle autorità sanitarie riguardanti il dottor Roberto Ostinelli. Anche perché l’articolo 68 della Legge sanitaria prevede che “ogni operatore sanitario è tenuto ad informare il Dipartimento e il Medico cantonale di qualunque fatto che possa mettere in pericolo la salute pubblica”. Non sappiamo se una delle loro segnalazioni abbia portato alla sanzione di cui siamo a conoscenza da parte dell’Ordine dei medici. Un medico, che partecipa anche a un consesso di vigilanza, ci ha assicurato che “questa situazione è sotto stretta osservazione da parte di ogni organo di vigilanza sanitaria”. Il dubbio è quanto spazio di manovra abbiano le autorità: “Si tratta di zone grigie che agli occhi di tutti sono un’aberrazione totale, ma credo che difficilmente senza un danno diretto le autorità possano fare qualcosa”. Tesi che sembra confermata da un’altra voce: “Quando ho segnalato mi è stato risposto, ma noi cosa possiamo fare?”.

“Serve coraggio civico”
Ma le sanzioni pecuniarie, le multe, hanno un’utilità in questo caso? Quando un medico opera sulla pubblica platea, sanzioni coperte dal segreto d’ufficio possono cambiare qualcosa? “Nei paesi anglosassoni situazioni simili sono state contrastate in modo diverso. Una misura incisiva da parte dell’autorità dimostrerebbe coraggio civico, l’autorità cantonale ha anche l’obbligo di salvaguardare la salute pubblica”. La speranza di tutti coloro che abbiamo sentito è che quello di Ostinelli “rimanga comunque un caso isolato”.

Gli esempi dall’estero: il caso Wakefield
Il più noto caso al mondo di falso medico che ha avuto conseguenze drammatiche è quello di Andrew Wakefield. Nel 1998 in uno studio su Lancet, firmato da Wakefield e undici coautori, è stato sostenuto che il vaccino trivalente MPR (Morbillo, parotite e rosolia) fosse correlato con disturbi dello spettro autistico e coliti. Dopo una lunghissima controversia solo nel 2010 il Lancet ritirò ufficialmente e in modo completo l’articolo scientifico. Andrew Wakefield in seguito allo scandalo è stato stralciato dall’albo dei medici britannici. Trasferitosi in America, Wakefield ha diretto un film “Vaxxed, dalla copertura alla catastrofe”, che narra la presunta copertura da parte del Centers for Disease Control and Prevention americano del legame, sotenuto da Wakefield del legame tra autismo e vaccino trivalente. Lo stesso Ostinelli lo ha recentemente pubblicizzato su Facebook, annunciandone una traduzione italiana. “Da guardare per comprendere il marcio dietro l’industria dei vaccini”, ha commentato.

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Meanwhile in Australia
Un altro caso emblematico è quello australiano, dove lo scorso anno le autorità sanitarie hanno lanciato una campagna per informare i professionisti della salute dei rischi che corrono nel divulgare false informazioni sui vaccini. “Prendiamo molto seriamente ogni caso di professionisti che divulgano informazioni antivacciniste, pericolose e ingannevoli, anche sui social media”, dichiarò al Guardian il direttore dell’autorità di vigilanza australiana Martin Fletcher. “Dovranno confrontarsi con azioni e procedure regolatorie. Chiediamo al pubblico di segnalarci se il loro medico fa questo. Se condividete le vostre preoccupazioni con noi, possiamo indagare e proteggere gli altri”.

Il vaccino contro la dengue e i morti di morbillo
La discussione sui vaccini, lo sappiamo è sempre più accesa e la pandemia non ha fatto che inacerbarla. Complice anche la paura che un vaccino sviluppato troppo in fretta possa non essere efficace o pericoloso. A complicare il tutto vi è il fatto che non tutto in medicina finisce bene. Un esempio è quello del vaccino contro la Dengue, una malattia trasmessa dalle zanzare che colpisce quasi 60 milioni di persone all’anno (secondo uno studio del 2006). Lo sviluppo del più recente vaccino, Dengvaxia, ha avuto dei problemi. Se è risultato efficace sui pazienti che già avevano avuto contatti con la Dengue, ha portato a decorsi più gravi su alcune particolari categorie di pazienti, in particolare bambini piccoli. Si tratta di un caso su cui la comunità scientifica ha compiuto molte ricerche e per cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha una chiara presa di posizione, consigliando una strategia vaccinale che invita all’uso solo presso le categorie che ne possono beneficiare. Le complicazioni del vaccino per la Dengue, però, hanno avuto parecchia risonanza nelle Filippine, dove molte fasce della popolazione sono diventate ostili ai vaccini in generale. Ciò ha portato a un aumento esponenziale di casi di morbillo, con oltre 40mila malati e più di 500 di decessi lo scorso anno. Dalle Filippine, nel 2019, alcuni casi di morbillo sono giunti anche in Svizzera. Lo scorso anno nel nostro paese sono state identificate 30 insorgenze di morbillo, con tra i 2 e i 31 casi ciascuno. Si sono registrati due decessi, uno di un giovane in buona salute non vaccinato, l’altro di una persona anziana e immunodepressa a causa di un’altra grave malattia.

Le nostre domande
Abbiamo iniziato questa inchiesta perché non comprendevamo il silenzio delle autorità di fronte a dichiarazioni potenzialmente pericolose fatte in pubblico da un medico attivo nel nostro Cantone e appartenente alle associazioni di categoria che hanno il compito di garantirne e controllarne l’operato. Di fronte alle nostre prime richieste, gli uffici cantonali preposti ci hanno spiegato come non possano commentare un caso particolare e come debbano tutelare la sfera privata delle persone. All’Ufficio del medico cantonale abbiamo poi inviato alcune domande, sia sul caso particolare che sul fenomeno in generale. La nostra decisione di pubblicare l’inchiesta prima di ricevere risposte dalle autorità sanitarie cantonali (e comprendiamo bene come, al momento, le priorità siano altre) è dovuta al fatto che il caso sia ora di pubblico dominio e riteniamo che il nostro lavoro possa aggiungere degli elementi al dibattito. Come abbiamo personalmente detto al dottor Ostinelli, il nostro intento non è di colpire la persona o l’operato di un medico autorizzato a praticare in Ticino e in Svizzera, ma chiedere alle autorità mediche di fare chiarezza sull’eventuale rischio per le persone che dovessero scegliere di seguire i consigli di un professionista che stimano.

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